De Laurentiis e la Champions: “Avevo detto puntiamo all’Europa, ma una serie di vicissitudini non l’ha resa possibile”
"ce ne siamo fatti una ragione", una frase apparentemente rassegnata che però suona come una frecciata a Conte

Db Riyadh 22/12/2025 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Conte-Aurelio De Laurentiis
Nel fiume di parole della conferenza dei ritiri, c’è una frase che pesa più delle altre, perché tocca un nervo: l’Europa. E nel modo in cui De Laurentiis e la Champions vengono accostati emerge, neanche troppo nascosto, un conto rimasto in sospeso con la passata stagione.
“Puntiamo all’Europa”, poi le vicissitudini
Il presidente ricostruisce l’obiettivo dichiarato: “L’anno scorso avevo detto: abbiamo vinto il campionato, puntiamo all’Europa”. Poi la frenata: “Per una serie di vicissitudini non è stato possibile, siamo arrivati secondi, ce ne siamo fatti una ragione”. Una resa apparente, che però fotografa un’ambizione tradita — quella di trasformare lo scudetto in un grande cammino continentale. Del resto lo avevamo scritto a stagione in corso, quando notammo che il Napoli aveva la testa altrove, di sicuro non alla Champions, e quando ragionammo sul fatto che Champions e secondo posto siano il minimo per il Real Madrid, non certo per quel Napoli.
La stoccata (tra le righe) a Conte
De Laurentiis non fa il nome, e soprattutto non è una questione di rapporti personali: il punto è esclusivamente sportivo. Quelle “vicissitudini” pesano sul cammino europeo, perché nella sua seconda stagione sulla panchina azzurra Conte non è riuscito a portare il Napoli oltre la fase a gironi di Champions. L’ambizione dichiarata — trasformare lo scudetto in una grande corsa continentale — si è fermata lì. Non a caso, già a inizio anno, il Guardian ironizzava sul fatto che il nuovo, lunghissimo format servisse forse solo a eliminare il Napoli, e si notava come la squadra non fosse abituata ai ritmi della Champions. È a quel fallimento europeo, non a un dissidio personale, che rimanda la frecciata: l’obiettivo Continente mancato, e il conto lasciato in eredità al nuovo corso.
Il nuovo corso: Allegri, campionato e Champions insieme
Il futuro, invece, lo affida ad Allegri, con la richiesta implicita di pazienza: “Abbiamo un nuovo allenatore. Vogliamo dargli tempo di ambientarsi, di conoscere gli uomini della società, i calciatori”. E rilancia l’obiettivo doppio: “Per me è importante sia il campionato che l’Europa. Lo scudetto non esclude un grande cammino in Champions”. È la cornice in cui abbiamo letto l’arrivo di Allegri come un “colpo da monarca illuminato”: ripartire dalla solidità, ma senza rinunciare al sogno europeo che l’anno scorso, parole sue, è rimasto incompiuto.