
Cobolli: «Ero un tennista nel corpo di un calciatore, vivere il mondo del tennis può mandarti ai matti»
di - Al CorSera: «Fino ai 14 anni mi consideravo un calciatore al 100%, ma non sarei riuscito a esprimermi con libertà. A Bucarest la mia svolta: mi sono sentito il più forte del mondo».

















