Boomer convinto e impenitente della Media Valle del Volturno, cestita mancato, coach a scavalco, spettatore accanito. Cresciuto all’ombra dei pionieri dell’indicibile, diventato un assolutista dei sussurri, finito a professare il nec metu nec spe dei suoi studi giovanili. Preferisce che abbiamo ragione gli altri ed è contento che sulla terra ci siano Borges, la musica, l’isola dei Conigli, i porri e fagioli e le parole. Ama i distruttori che aggiustano l’esistenza e l’arricchiscono sabotandola. Oscilla rapsodicamente tra l’esaltazione e il disincanto. Crede, in scarna compagnia, che la fine dell’intimità sia la vera iattura dell’uomo contemporaneo.
Per sbarcare il lunario si occupa di diritto, anelando la giustizia, tentando di esserne una parte imparziale, senza essere un ossimoro
di Giacomo Urbano - Casertano, alto appena un metro e 76. I suoi tiri ignoranti alla Basile, le sue penetrazioni sono un’ultima orgogliosa resistenza alla grigia, crescente pianificazione delle nostre vite.
di Giacomo Urbano - Lo guardiamo con l’orgoglio del maestro delle elementari per l’alunno di successo. Riconosciamolo per quello che è, il compagno dei nostri giorni
di Giacomo Urbano - Quando tornerà, sarà sempre troppo tardi. Il poeta del dribbling, l'eterno incompiuto. Il Napoli si concentri su di lui e sugli altri talenti della rosa
di Giacomo Urbano - Soffrendo, di corto muso, con giocatori normali, fottendosene degli XG. Conte ha riportato in auge la virtù dell’aurea mediocritas di Orazio, nella sua nobile originaria accezione
di Giacomo Urbano - Il mitico discorso di “Ogni maledetta domenica” è perfetto per la settimana del Napoli, dal Genoa al Parma: “È il calcio, ragazzi, che cosa volete fare?»
di Giacomo Urbano - Al momento della punizione contro il Lecce, Conte, novello Pirandello, ha di certo sussurrato dalla panchina: Pensaci tu Giacomino.
di Giacomo Urbano - Un inglese naturalizzato scozzese, diventato napoletano. Uno che per giocare nella nazionale scozzese ha fatto l’esame di letteratura con una tesina sul Macbeth
di Giacomo Urbano - Conte, come quell’uomo di Antonello che affronta il mare in tempesta, non scappa di fronte alle cessioni di gennaio e rilancia alla Obama: “yes we can”
di Giacomo Urbano - Senza tatuaggi, giocherebbe con i calzettoni abbassati, Kvara è un puck come quello del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare