In Polonia gli ultras si picchiano e poi fanno affari insieme con lo smaltimento illegale di rifiuti industriali
Nell'Alta Slesia. L'organizzazione di pseudo tifosi delle due squadre rivali (Ruch Chorzów e GKS Katowice): la domenica organizzano le ustawki, il resto della settimana fanno affari. Stavolta sono stati scoperti

Un supporter polonais arrete par la police
In Polonia gli ultras si picchiano e poi fanno affari insieme con lo smaltimento illegale di rifiuti industriali
Nel calcio polacco il problema della connivenza tra società e tifosi organizzati è ancora tutto da dimostrare. A quanto pare, in Polonia gli pseudo-tifosi fanno tutto da sé. Autarchici, se vogliamo, come lo storico autarchico dell’ultradestra Karol Nawrocki. È lui l’attuale presidente del Paese, l’unico capo di stato al mondo con un passato nel tifo organizzato, pronto a tutto pur di dimostrare di bastare a sé stesso.
A Varsavia, Cracovia o Danzica gli ultras non sono costretti a sedersi al tavolo a trattare con i dirigenti del club per il quale professano la loro pseudo fede calcistica. Forze dell’ordine a parte, non c’è nessuno che provi a mettergli i bastoni tra le ruote: produzione e spaccio di droghe e, da un paio d’anni a questa parte, anche lo smaltimento illegale di rifiuti tossici. In Polonia, a dominare non sono le grandi organizzazioni criminali, ma bande in cui gli pseudo tifosi fanno la parte del leone. Il denaro non puzza neanche nel Paese sulla Vistola.
A certi livelli i tifosi di squadre rivali, pronti a ferirsi a morte nelle ustawki (risse organizzate) nei dintorni degli stadi, collaborano per far soldi. Fece scalpore dieci anni fa la scoperta da parte della polizia di un garage di Cracovia in cui alcuni ultras legati a colori calcistici diversi erano stati colti a confezionare e porzionare ecstasy, anfetamine e cocaina. Nella retata erano stati confiscati anche dei machete, le stesse armi usate dagli hooligans dei club Wisła Kraków e Cracovia negli scontri e negli agguati tra di loro.
La storia adesso si ripete, ma questa volta nell’Alta Slesia, cuore conglomerante della Polonia con le sue riserve di carbone. Una regione industriale composta da un reticolo di città che sembrano confondersi l’una con l’altra: Katowice, Chorzów, Bytom, Zabrze e Ruda Śląska fanno parte della stessa matassa urbana.
Il mese scorso la polizia della Slesia ha annunciato di aver smantellato una rete criminale coinvolta nello smaltimento di rifiuti industriali in varie località della regione. Pseudo tifosi delle due squadre rivali — il Ruch Chorzów e il GKS Katowice — che normalmente si affrontano violentemente, in questo caso hanno collaborato per un guadagno economico, affittando a breve termine capannoni o terreni recintati, il tempo necessario per abbandonarvi scorie e rifiuti.
Gli investigatori hanno controllato 56 località in tutta la Polonia, dove venivano abbandonati rifiuti industriali, compresi quelli altamente pericolosi. Le bande coinvolte si sarebbero occupate del trasporto e dello smaltimento illegale di scorie, acidi e “acque rosse”, oltre che dell’importazione clandestina di rifiuti provenienti dall’estero.
La presunta rivalità tra tifoserie organizzate non può essere utilizzata come argomento a priori per escludere che ultras di squadre diverse facciano parte dello stesso sistema. A volte vale la pena andare oltre le apparenze: un insegnamento prezioso di cui corpi investigativi e forze dell’ordine di tutta l’Europa farebbero bene a tenere a mente.










