Suwarso: “Il Como è un business costruito attorno al Lago. Fair Play finanziario, siamo sotto di 75 milioni”
Alla Gazzetta: "abbiamo investito nella creazione di una società per sviluppare merchandising basato sul lago di Como e non solo sul calcio del Como: birra, abbigliamento, campi estivi, tour operator"

Db Como 23/05/2025 - campionato di calcio serie A / Como-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Mirwan Suwarso presidente del Como
Mirwan Suwarso, dopo l’intervista rilasciata ieri a Rivista Undici, ha deciso di parlare anche alla Gazzetta dello Sport. Ecco le parole del presidente del Como.
Le parole di Suwarso
È vero che avete comprato il Como solo per girarvi documentari televisivi?
«Sì. Facevamo uno show sulle nazionali giovanili indonesiane con un grande share. All’inizio l’idea era di inserire i ragazzi nel calcio italiano. Ma quando il Como è stato promosso in C il livello tecnico era diventato insostenibile per loro e non rientravamo più nei costi. Ma abbiamo intravisto potenzialità di business sportivo».
Ci spieghi meglio.
«Ci proverò. Como è una piccola città con una squadra che ha trascorso 15 anni nelle serie minori, situata proprio accanto a giganti come Inter, Milan e Juve. All’inizio, la maggior parte della gente a Como tifava per quelle squadre. Quindi ci siamo chiesti come avremmo potuto costruire un’attività attorno a una piccola base di tifosi pur mantenendo una squadra competitiva. Ci siamo chiesti: “Per cosa è conosciuto Como, a parte il calcio? Per il lago, quindi costruiamo tutto attorno a quello”. Abbiamo 5 milioni di turisti che vengono per il lago ogni anno. Quindi ci siamo avventurati nel retail, nei prodotti di consumo come birra, abbigliamento, campi estivi, tour operator… e abbiamo investito nella creazione di una società per sviluppare merchandising basato sul lago di Como e non solo sul calcio del Como. E questo ha funzionato così bene che, al momento, le maglie del Como rappresentano solo il 40% dei nostri ricavi da merchandising. Ci rendiamo anche conto che la nostra divisione retail, con Rhude come brand partner, ci permette di crescere a livello globale più rapidamente di quanto il Como potrebbe fare da solo. Abbiamo quindi offerto questa partnership anche ad altre 11 squadre di calcio, in modo da poter aumentare i nostri ricavi anche attraverso le attività di altri club. Solo in questo modo possiamo diventare autosufficienti».
A proposito, in Europa ci sarà il fair play finanziario.
“Al momento siamo sotto di circa 75 milioni rispetto al tetto Uefa. C’è anche da dire che non esiste un case study come il nostro, cioè un club che nel giro di due anni è passato dal ritorno in A dopo oltre 20 anni ad arrivare in Europa. Però i ricavi stanno crescendo molto e questo ci fa pensare che in due o tre anni riusciremo a soddisfare i requisiti del financial fair play. Per le squadre che si affacciano in Europa per la prima volta o dopo tanto tempo, è concesso tale margine”.











