Il Milan si è giocato la partita scudetto senza grinta, senza guizzi di Allegri e senza società in tribuna (a parte Tare)

In tribuna non si è visto nessuno ed era la partita più importante dell'anno. La Juventus è a sette punti e c'è lo scontro diretto. Allegri fin qui ha fatto un'impresa ma il campionato è ancora lungo

Milan

AC Milan’s Portuguese forward #10 Rafael Leao (R) argues with AC Milan’s Italian head coach Massimiliano Allegri as he leaves the pitch after he was substituted during the Italian Serie A football match between Lazio and AC Milan at The Olympic Stadium in Rome on March 15, 2026. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)

Il Milan si è giocato la partita scudetto senza grinta e senza società in tribuna (a parte Tare)

Il mondo Milan è preoccupato. Preoccupato per il contraccolpo che potrebbe avere la sconfitta in casa della Lazio. Perché Allegri ha voglia a dire che la lotta scudetto non è mai cominciata. La realtà era un’altra. Se il Milan avesse vinto ieri sera, si sarebbe portato a meno cinque dall’Inter. E a nove giornate dal termine, la riapertura del campionato sarebbe stata nei fatti. Al di là delle dichiarazioni di rito.

E invece si è visto un Milan spento, che quasi ci credeva poco. La Lazio ha giocato un ottimo primo tempo, la squadra di Sarri è parsa avere più motivazioni. Probabilmente spinta anche dall’insolita presenza del pubblico. La formazione di Allegri ha subito per tutto il primo tempo, ha incassato un gol (diremmo non da Allegri). E nella ripresa il tecnico livornese non si è inventato nulla. Non ha mai dato l’impressione che si stesse giocando la partita della vita, o quantomeno dell’anno. L’unica scelta fatta è stata quella – a trenta minuti dalla fine – di togliere Leao e affidarsi a Füllkrug e Nkunku. Nella vita contano i risultati e la successiva mezz’ora ha detto che la scelta è stata sbagliata. Il Milan non ha mai impensierito la Lazio, ha solo prodotto cross su cross. Leao non ha mai giocato nel suo ruolo e la sua sostituzione è una evidente bocciatura. Nessun guizzo da parte del tecnico livornese che certamente ha fatto miracoli fin qui ma quando sei in ballo devi ballare.

Inoltre non è passata inosservata la solitaria presenza in tribuna del direttore sportivo Tare. Nella partita che avrebbe potuto riaprire la lotta scudetto, non si sono visti né Scaroni né Ibrahimovic né Furlani. A conferma che il lato dirigenziale del Milan è un lato oscuro. Allegri col suo carisma e il suo valore ha coperto una corposa lacuna, quella societaria: ciascuno continua a marciare e a tirare per la propria direzione. Senza una società, non si va da nessuna parte. E arrivano momenti in cui l’allenatore da solo non può bastare. Allegri non aveva una bella cera dopo la partita. C’è un po’ di preoccupazione. Il Milan è secondo ma mancano ancora nove giornate. I punti di vantaggio sulla Juventus – quinta – sono sette, non tantissimi. Per di più c’è lo scontro diretto da giocare a San Siro. Il Milan deve anche andare a Napoli e ospitare l’Atalanta. Più una serie di partite insidiose come Udinese, Genoa, Sassuolo. Non ha un calendario semplice, soprattutto se qualche granello di sabbia dovesse essere entrato nell’ingranaggio. E se in società dovesse continuare a non rispondere nessuno.

Correlate