Spinazzola: “Conte ha migliorato la mia forza fisica, ma anche l’aspetto mentale, mi stuzzica sempre”
A Canale 21 sul Var e gli errori arbitrali "Non posso vedere un difensore che salta con le braccia attaccate al corpo, è una follia. Non è dinamica, fisica. Va a discapito del nostro fisico, siamo tutti scoordinati senza braccia".

Ni Napoli 12/01/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Hellas Verona / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Leonardo Spinazzola
Il difensore del Napoli, Leonardo Spinazzola, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Canale 21.
Spinazzola a Canale 21
“Il mio ruolo è quello di terzino, penso che ormai è da molti anni che pratico questo ruolo e mi trovo molto meglio da terzino perché ho più campo, decido quando andare e detto io le mie corse, le mie giocate. Ma anche nel giocare dentro. Mentre l’esterno alto deve stare lì. Penso che in questa parte della mia vita adesso è meglio giocare dietro”.
Scudetto o secondo posto? È più lecito sognare di vincere tutte le partite. Sappiamo che i punti di distacco dall’Inter sono molti, quindi noi abbiamo l’obiettivo di centrare la Champions. Poi se tra cinque partite l’Inter ne sbaglia quattro ne saremo felici (ride, ndr). Ma dobbiamo puntare a fare più vittorie possibili”.
Obiettivo 30 punti? “Non poco, ci sono partite difficili. Una è col Lecce che si gioca la salvezza. Affronteremo una squadra che ha voglia di prendere piùpunti possibili, a loro servono ma anche noi abbiamo tante motivazioni per vincere”.
Sulla lotta per la Champions League
“È veramente difficile. Come organico Roma e Juve sono superiori, ma la Roma ha l’incognita Europa e ha più partite. Non si sa mai, hanno ancora degli scontri diretti. Sarà una lotta serratissima fino alla fine. Questo è il bello del campionato, ci sono rose veramente forti. Il Como ha il gioco più bello e fluido del nostro campionato, metterà in grande difficoltà tutti. Io mi sento bene, adesso abbiamo tempo in settimana per lavorare. Questo mi dà molto, lavori sotto l’aspetto muscolare e giocando ogni tre giorni non ti alleni mai. È tutto un…non un ammazzare il corpo, ma hai poca ciccia”.
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Sugli infortuni
“Mai vista una cosa del genere in tutta la mia carriera. A Perugia mi ricordo che eravamo in 9-10, con tanti Primavera, ma per 2-3 settimane. Quest’anno ci sono stati infortuni pesanti, è quello il dispiacere”.
Lukaku, De Bruyne e Anguissa? “Riaverli significa tantissimo, hanno un peso specifico importantissimo. Anche in allenamento la qualità si alza a livelli incredibili, sappiamo che anche in partita si vede, si sente. Hanno un peso che fai fatica quando non ci sono, si sente la mancanza. Siamo contenti di averli di nuovo”.
Su Conte
“Ha alzato la mia forza fisica di nuovo, gli allenamenti del mister sono veramente tosti. Era da Gasperini che non mi allenavo in questa maniera. Ma ha alzato anche l’aspetto mentale, mi stuzzica sempre e vuole il massimo da me. Mi alza ogni giorno l’asticella. Mi ha dato veramente tanto. Lo fa con le azioni, con le parole mi spinge sempre a dare di più ovviamente, ma lo fa più con le azioni. Magari per due giorni mi lascia fuori dai titolati”.
Sul Var e gli errori arbitrali
“Giocatori o ex allenatori sanno le dinamiche del calcio, io non posso vedere un difensore che salta con le braccia attaccate al corpo, è una follia. Non è dinamica, fisica. Va a discapito del nostro fisico, siamo tutti scoordinati senza braccia. Il tocco di mano ad un centimetro tra attaccante e difensore per me quella è una follia incredibile, il regolamento va rivisito. Era molto meglio prima quando il fallo di mano magari il difensore lo cercava o aveva il braccio alto a 5-7 metri. Questo di oggi è una cosa folle per me. Io ripeto che la responsabilità può prendersela di più l’arbitro di campo, lui deve decidere ed il Var deve essere un aiuto. A volte sembra che il Var arbitri la partita”.
Sulla Nazionale
“Ci stiamo avvicinando a questi due appuntamenti determinanti per noi, per la Nazione, per tutto il movimento. Le prospettive sono chiare, dobbiamo passare e vincerle. Non si sa come, combattendo e giocando bene, ma dobbiamo vincere e andare ai Mondiali”.
Sulla città di Napoli
“Io a Napoli sto bene dal primo giorno, ho visto un rispetto pazzesco. Quando vado in giro con i miei figli nessuno si avvicina, aspettano che i miei figli di allontanino per chiedermi di fare una foto. Quello per me è stato veramente… ho detto “Questa cosa è straordinaria”. Ringrazio chi mi chiede le foto dopo, non è da tutti e nelle altre città non lo fanno. Pensano sia normale chiedermi una foto mentre gioco con i miei figli magari e io devo essere lì col sorriso. Qui invece aspettano anche dieci minuti, poi entrano quando i figli o la moglie non c’è. Io a Napoli vado ovunque, trovo veramente molto rispetto. Io vado in centro, ai quartieri, faccio paleggiate con mia moglie. Della città ci piace tutto. Da quando sono qui ho trovato una pace incredibile, anche a tenere la finestra aperta e sentire i clacson. Per me è felicità, vita. Penso questo”.
Resterai a lungo? “Sì io lo spero ma i matrimoni si fanno sempre in due, vediamo. Ascolto da tempo la musica napoletano, a 14 anni ero in convitto a Siena con tanti napoletani. Tornavo a casa e parlavamo in napoletano. Sanremo non lo seguo molto, nello spogliatoio non canto tanto, ma a casa ho sempre la tv accesa con la musica. I miei figli sanno a memoria tutte le canzoni, viviamo di musica. Adesso cantiamo “Per sempre sì”, i miei figli la cantano sempre, c’è questo sottofondo a ripetizione”.
Sui riti nello spogliatoio pre-gara
“Prima di più, adesso ho lasciato i riti. L’unica cosa che facciamo sempre è il discorso del capitano prima della partita. È l’unico rito che si fa”.
Sui tifosi e le trasferte vietate
“Penso che il calcio sia passione, amore e che tutti i tifosi ospiti e di casa dovrebbero essere in festa per il calcio. È un gioco, un piacere e dovremmo viverla in tutto il mondo così. Spero che tutte queste cose finiscano un giorno e che tutti i tifosi abbiano il piacere di poter andare in un’altra città a vedere la propria squadra”.











