Sinner, va bene uscire dalla comfort zone ma attento a non snaturare il tuo gioco (La Stampa)
Ogni sua sconfitta fa rumore. "Si è dedicato anche a smorzate e discese a rete, due settori in cui non ha brillato in partita. E ha perso la freddezza nei punti decisivi”

Italy's Jannik Sinner attends a press conference after his defeat against Serbia's Novak Djokovic in their men's singles semi-final match on day thirteen of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 31, 2026. (Photo by WILLIAM WEST / AFP)
Sinner, va bene uscire dalla comfort zone ma attento a non snaturare il tuo gioco (La Stampa)
Ogni sconfitta di Sinner fa rumore. Figurarsi due di fila, nel senso che in due tornei consecutivi non riesce ad andare in finale. In Australia, com’è noto, ha perso in semifinale da Djokovic. A Doha nei quarti da Mensik che poi ha perduto in semifinale contro il francese Fils. Oggi in finale, dall’altra parte, ci sarà Alcaraz.
Scrive La Stampa con Stefano Semeraro.
Mamma, ho perso la calma. Famoso per la sua capacità di mettere i nervi nel frigidaire al momento che conta, Jannik Sinner in questo inizio di stagione ha dato l’impressione di sciogliersi proprio sui punti decisivi del match.
Contro Djokovic come contro Mensik.
Sul centrale del Khalifa Complex, Jan è sembrato davvero più inquieto del solito, in costante dialogo con il suo angolo. «Sì, ho fatto qualche scelta sbagliata».
In Qatar durante gli allenamenti Jannik ha provato a lungo sia i colpi di inizio gioco – servizio, risposta e terzo colpo – ma si è dedicato anche a smorzate e discese a rete, due settori in cui non ha brillato in partita. «Bisogna uscire dalla comfort zone», è il suo mantra dallo scorso settembre, e va bene; a patto che ciò non significhi snaturare il suo gioco. Durante una delle sessioni si è lamentato di un dolorino al ginocchio e anche questo po-
trebbe averlo infastidito.
«Quali sono i miei obiettivi per il 2026? Sicuramente uno dei più importanti è il Roland Garros». Ovvero l’unico Slam che gli manca.











