Chivu: “Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri: se l’Italia non va al Mondiale da undici anni, non è per gli arbitri”
In conferenza: “Parlerò del tema arbitri quando vedrò un allenatore commentare un errore a suo favore". E grazie, per l'Inter a lamentarsi e a dettare la linea c'è Marotta.

Db Milano 04/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cristian Chivu
Cristian Chivu si prepara al derby d’Italia contro la Juventus, rivivendo il ricordo dell’andata e l’influenza di Luciano Spalletti sulla sua crescita come allenatore. Ecco le sue parole in conferenza stampa.
La conferenza di Chivu
Come valuta la Juventus e il lavoro di Spalletti?
“La Juve è una squadra migliorata in bene, Spalletti gli ha dato identità in poco tempo. Individualmente vedo giocatori migliorati. Dall’arrivo di Spalletti ha avuto una crescita importante. Noi continuiamo a sperare che le prestazioni siano di livello come negli ultimi due mesi.”
Quanto conta questa partita per voi?
“L’unica differenza di questa partita è che abbiamo più stimoli. La sfida è trovare sempre la motivazione. È una partita importante, riconosciuta in tutto il mondo per quello che rappresentano le due società.”
Cosa pensa della scelta di Spalletti di far parlare Locatelli al posto suo?
“Io avevo detto a Gigi di mandare Lautaro, ma non hanno voluto. Quando una squadra ha tante partite, per un allenatore è difficile venire a parlare ogni tre giorni. È stata una scelta che avrei condiviso anche io.”
Che opinione ha sugli arbitri e sugli errori in campo?
“Questa è una storia che va avanti da tanti anni, prima e dopo il Var. Ci si lamenta sempre quando c’è un errore. Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri: se l’Italia non va al Mondiale da undici anni, non è colpa loro. Parlerò di questo argomento quando vedrò un allenatore commentare un errore a suo favore.”
Quali sono le condizioni di Barella e Calhanoglu?
“Si sono allenati tutta la settimana, non hanno avuto problemi e sono a disposizione.”
Come si prepara mentalmente alle partite importanti?
“Io ho sempre avuto grande rispetto per tutte le squadre che ho affrontato. Per me queste sfide sono sempre state partite normali. Il segreto sta nel non crearsi troppe pressioni nonostante la partita sia sentita. All’Inter non hai tempo di pensare a niente. Devi vivere partita per partita, scegliendo i giocatori giusti.”
Che rapporto ha con Spalletti come allenatore?
“Per me è migliorato molto, era bravo all’epoca e lo è tutt’oggi. Ha un’identità chiara e precisa. È un allenatore da prendere come esempio, un modello da seguire.”
Cosa dirà a Thuram prima della partita?
“Gli dirò di ridere col suo fratellino, visto che si vogliono bene. C’è la rivalità, ovvio, ma sono fratelli, non si può far finta di niente. Thuram è un ragazzo solare, lo voglio così. Magari deve aggiungere un po’ di cattiveria sotto porta e essere più egoista. Hanno una famiglia bellissima, mi metto nei panni dei genitori che vedranno due figli affrontarsi in Inter-Juve. È una storia bellissima, con valori e un modello come Lilian. Auguro a entrambi di raggiungere i traguardi del padre.”
Che impressione le ha fatto la vittoria di Federica Brignone ai Giochi?
“Sono storie che commuovono, anche noi nel calcio possiamo imparare. Spesso si giudica solo in base ai risultati. Nessuno avrebbe creduto nella vittoria della Brignone se non lei. Mi sarebbe piaciuto vedere anche Lindsey Vonn, ma purtroppo è andata così.”











