Lo scippo di Al-Khelaïfi dei diritti tv del Mondiale alla Ligue1 ha rotto il calcio francese. Di nuovo
La Fifa ha assegnato i diritti a beIN Sports di proprietà di Al-Khelaïfi quando era già alle firme con Ligue 1+. Ed è scoppiato un putiferio

Mg Monaco di Baviera 31/05/2025 - finale Champions League / Paris Saint Germain-Inter / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Nasser Ghanim Tubir Al Khelaifi
La crisi del calcio francese è sempre stata tale. Solo che l’ultima baruffa – la controversa decisione della Fifa di assegnare i diritti tv dei Mondiali 2026 del 2030 a beIN Sports invece che a Ligue 1+ – ha innescato un terremoto nella già fragile architettura della Lega francese. Tanto per cominciare s’è subito dimesso Nicolas de Tavernost, il Ceo di Lfp Media, l’uomo forte che reggeva il carico dell’ambizioso progetto Ligue 1+.
La Coppa del Mondo – ne scrivono sia Rmc che So Foot, ma in generale la questione è su tutti i giornali sportivi francesi – rappresentava l’occasione perfetta per rilanciare Ligue 1+, che aveva superato il milione di abbonati ma stava vivendo una fase di stagnazione. Secondo L’Équipe, si puntava ad almeno 200.000 nuovi iscritti per rafforzare i ricavi dei club.
De Tavernost non ha nascosto l’amarezza: “Compro diritti sportivi da 40 anni e non ho mai visto niente del genere. Non ho mai visto questa competizione organizzata in questo modo. Avevamo un accordo con la Fifa, sia chiaro. Un contratto firmato da noi, accettato dalla FIFA, che lo ha semplicemente sottoposto al suo consiglio di amministrazione, che è sempre una formalità”.
Il dirigente ha parlato apertamente di “chiari conflitti di interesse all’interno della Lega. Non so se sia il Psg… In ogni caso, c’è una questione di azionariato che significa che i loro interessi non sono allineati”. Il riferimento evidente è a Nasser Al-Khelaïfi, presidente del Paris Saint-Germain e figura centrale nell’universo beIN. Un intreccio che ciclicamente riemerge nel dibattito interno al calcio francese.
Nel frattempo, la Lega francese, in accordo con la Federcalcio, ha deciso di non avviare azioni legali contro la Fifa. Una mossa che secondo la stampa francese è un segnale di debolezza in un contesto in cui i diritti televisivi sono diventati la vera linea del fronte.
La frattura con beIN non nasce oggi, ricorda Rmc. Dall’inizio della stagione 2025-2026 il rapporto è teso. L’emittente, che trasmette la partita del sabato alle 17, aveva sospeso il pagamento delle rate finché il Tribunale Economico di Parigi non l’ha obbligata a versare i 14 milioni dovuti. La Lfp aveva parlato di volontà di ristabilire “rapporti di fiducia duraturi con tutti i suoi partner, nel rispetto degli impegni reciproci di ciascuna parte”. Poche settimane dopo, il nuovo casino.
Il Psg intanto respinge ogni accusa. Victoriano Melero ha definito “assurdo” ipotizzare un coinvolgimento diretto del club o di Al-Khelaïfi nell’operazione. E l’entourage del presidente qatariota è stato ancora più netto: “È tornato lo scenario classico, che si ripete ogni sei mesi nel calcio francese, di dare la colpa a Nasser per mascherare l’incompetenza e l’irresponsabilità altrui. Yousef Al-Obaidly è presidente di beIN SPORTS France; ha la piena autorità esecutiva e la supervisione operativa quotidiana di beIN in Francia, una realtà giuridica, pratica e costante da anni. Ed è LFP Media, un’entità creata appositamente per escludere Nasser dalle decisioni relative ai diritti televisivi, a gestire gli accordi media della LFP. Questo non ha assolutamente nulla a che fare con Nasser. Ma state tranquilli, dopo un anno in cui Nasser non è stato coinvolto in alcun modo, la palese incompetenza altrui è, ancora una volta, apparentemente colpa sua. È anche curioso che nessuno abbia sollevato la minima questione tra il 2012 e il 2020, quando le posizioni all’interno delle diverse entità erano identiche e la Ligue 1 stava riscuotendo successo commerciale grazie a Canal+ e beIN.”
Resta il dato politico: il calcio francese è ancora una volta spaccato, con i diritti televisivi evaporati dai bilanci dei club e un progetto – la Ligue 1+ – che doveva essere la via d’uscita (e un prodromo di quel che potrebbe avvenire in Italia…) e ora naviga nell’incertezza.











