Conte: “Basta con i discorsi arbitrali. Abbiamo avuto undici rigori contro, forse siamo quelli che ne ha subiti di più”
In conferenza: "A gennaio il mercato m'è stato detto che potevamo farlo solo a costo zero: è una scelta della società e io mi metto a disposizione per far rendere al massimo ciò che mi viene messo a disposizione"

Napoli's Italian coach Antonio Conte looks on before the Italian Serie A football match between Juventus and Napoli at the Allianz Stadium in Turin on January 25, 2026. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP)
L’allenatore del Napoli, Antonio Conte, ha parlato in conferenza stampa dopo la gara di Coppa Italia contro il Como
Napoli-Como 1-1, Conte in conferenza
“Basta con i discorsi arbitrali, diventa noioso andare sempre su queste cose qui. Lasciamo stare, concentriamoci su altro. Così come noi allenatore dobbiamo allenare bene i ragazzi per migliorarli, Rocchi deve allenare arbitri e Var a migliorare, tutti si stanno lamentando nelle altre squadre. Cerchiamo di andare avanti sperando che in futuro possano migliorare, essere più coraggiosi e non dipendere troppo da altre decisioni”.
Undici rigori subiti?
“Alcuni sono stati giusti, altri sono da obiettare in maniera importante. Ma sono undici rigori, forse siamo quelli che ne ha subiti di più. E siamo tra quelli a cui tirano di meno in porta. Dobbiamo fare più attenzione con le braccia, a non dare adito a delle situazioni che possono penalizzarci”.
Rimpianti per non averla potuta giocare al completo?
“Stiamo viaggiando così da tempo, ed è andata peggiorando. Lukaku non è apposto, non è il vero Romelu. Da una parte c’è l’amarezza per non fare tutti gli impegni con qualche piccola arma in più. Dall’altra c’è la soddisfazione perchè in grandissima emergenza stiamo tirando fuori di tutto e ce la stiamo giocando sempre, contro tutto e tutti. Il Como ha 41 punti con l’organico completo e non giocava da dieci giorni, noi tre giorni fa e dopo il Genoa s’è aggiunto un altro infortunio. Se fossimo passati noi, avremmo meritato noi, ora lo meritano loro. C’è amarezza, abbiamo le braccia legate a cercare sempre nuove soluzioni. Abbiamo visto oggi Giovane e Alisson, a gennaio il mercato m’è stato detto che potevamo farlo solo a costo zero: è una scelta della società e io mi metto a disposizione per far rendere al massimo ciò che mi viene messo a disposizione, sapendo che la situazione non è rosea. Prima mi chiedevano se potevamo puntare allo scudetto, ma sempre dieci giocatori rimaniamo: bisogna mettersi l’elmetto, ringraziare i ragazzi e cercare di fare del nostro meglio. A fine campionato faremo le giuste valutazioni e capiremo le cose positive, tante con scudetto e supercoppa in due anni. Poi vedremo dove saremo arrivati, se arriveremo in Europa tra Champions, Europa League o Conference, e tireremo tutti le somme e vedremo cosa faremo”.
Sulla condizione fisica?
“Di cose positive ne vedo tantissime nella disgrazia, se i ragazzi non avessero questa voglia di non arrendersi e di difendere scudetto e senso d’appartenenza, sarebbe una stagione disastrosa. Abbiamo combattuto contro un Como al completo, noi abbiamo giocato tre giorni fa e perso giocatori importanti. Nessuno si è accorto della differenza, oggi sono entrati Giovane e Alisson e i nuovi hanno bisogno di tempo per inserirsi. Siamo usciti da Champions League e Coppa Italia, ma ora cosa posso farci? Rimane il campionato, dobbiamo fare ciò che possiamo fare e ringrazio i tifosi che sono gli unici a capire gli sforzi che facciamo come squadra per restare lassù. Detto questo, in due anni scudetto e Supercoppa. Ogni volta farò così, a indicare con le dita scudetto e Supercoppa”











