Vergara: “Conte a inizio anno mi disse che sono bravo, ma non devo staccarmi mentalmente”
A Radio Crc: “Non sento la maglia azzurra così pesante, è come se giocassi per la mia gente. Ai tifosi dico: veniteci a supportare allo stadio, perché si sente la differenza quando ci sono tante persone”.

Ni Napoli 28/01/2026 - Champions League / Napoli.-Chelsea / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Vergara
Antonio Vergara ha parlato ai microfoni di Radio Crc dopo l’exploit avuto col Napoli nelle ultime settimane.
Le parole di Vergara
A chi hai dedicato i gol?
“Non ho pensato a nessuno, ero solo felice. Il primo col Chelsea non me l’aspettavo, avevo la faccia incredula; il secondo l’ho dedicato a tutto lo stadio”.
Chi era il tuo idolo?
“Messi, ma mi piace anche Zielinski; è bello da vedere quando gioca”.
Ruolo di riferimento:
“Ho giocato un po’ in tutte le posizioni, ma sulla trequarti riesco a esprimermi di più”.
Su Conte:
“Mi sento migliorato con lui, ho sempre giocato dando una mano alla squadra e all’allenatore. Lavoriamo tanto sulle tattiche”.
Compagni di squadra con cui hai più affinità tatticamente:
“Fuori dal campo sono molto amico di Marianucci, che però è andato via. Tatticamente, con Di Lorenzo mi trovo bene”.
Quanto senti il peso della maglia azzurra?
“Non la sento così pesante, è come se ogni volta che la mettessi io, la mettono anche altre diecimila persone. E’ come se giocassi per la mia gente, non sento molto questo peso”.
Come comunicate fra di voi, visto che siete multilingue?
“McTominay capisce l’italiano, anche se parla poco. Io parlo italiano e lui mi capisce, poi lui parla inglese e io lo capisco”.
Le punizioni dal limite:
“Non è nelle mie corde, ma in allenamento ne provo dieci”.
Il treno della svolta:
“La vivo molto serenamente, è un momento che fa parte di un percorso”.
Hai visto Adani che parla di te?
“Fa piacere avere degli elogi. Mi rivedo nelle cose che ha detto, sono felice del video che ha fatto. Quando faccio una cosa in campo, mi viene spontanea”.
Cosa diresti a un bambino che sogna di fare il calciatore?
“Di divertirsi e viverla in maniera spensierata”.
Cosa ti chiede Conte quando c’è possesso palla avversario?
“Ci chiede di darci una mano l’uno con l’altro, io cerco di farlo. Se il mister mi chiede di raddoppiare, io lo faccio. Lavorare con Conte e questi grandi campioni? Io sono al banco e imparo, loro mi insegnano. Conte all’inizio dell’anno mi disse che sono bravo ma devo stare sempre attaccato con la testa; mi dà una mano mentalmente e mi aiuta a migliorare in campo”.
Quanto è importante la famiglia per te?
“Tanto, anzi tantissimo. Puoi essere forte e essere chi vuoi, ma devi sempre avere quella persona di cui ti fidi che ti dice la verità, anche quello che non va bene”.
Che diresti a un giocatore per convincerlo a venire a Napoli?
“Di venire, Napoli è la città più bella del mondo. Spesso parlo con Scott che mi dice che a Manchester era diverso; il calore dei tifosi è bello, sono il dodicesimo uomo. Quella coreografia contro il Chelsea… si sente la differenza giocare in uno stadio vuoto o in uno pieno”.
Un messaggio di Vergara:
“Veniteci a supportare allo stadio perché si sente la differenza tra tante e poche persone”.











