Tennis, i migliori tennisti del mondo vanno alla guerra per i soldi con gli Slam

Il Guardian in esclusiva: i top 10 uomini e donne hanno rifiutato l'offerta di istituire un loro consiglio. Hanno rifiutato sdegnati: "Prima aumentate i montepremi"

sinner alcaraz tennis

Spain's Carlos Alcaraz (R) and Italy's Jannik Sinner take a break during the men's singles final tennis match on day fifteen of the US Open tennis tournament at the USTA Billie Jean King National Tennis Center in New York City on September 7, 2025. (Photo by KENA BETANCUR / AFP)

Tennis, i migliori tennisti del mondo vanno alla guerra per i soldi con gli Slam

La controversia sulla redistribuzione dei soldi nel tennis passa per una nuova – un po’ strana – impasse, che racconta il Guardian in esclusiva: i primi 10 giocatori e giocatrici del mondo hanno rifiutato l’offerta dei tornei Slam (che sono un circuito di potere a parte, rispetto ad Atp, Wta e Itf) di istituire un consiglio dei giocatori che avrebbe dato loro maggiore voce in capitolo nella gestione dei principali tornei.

“Nella corrispondenza inviata la scorsa settimana a Wimbledon, al Roland Garros e agli US Open – scrive il Guardian – i giocatori hanno rifiutato l’offerta di un incontro con i rappresentanti dei tre tornei del Grande Slam al Masters di Indian Wells a marzo e hanno accusato gli organizzatori del torneo di ignorare le loro preoccupazioni in merito alla retribuzione e al benessere dei giocatori”.

“Prima di impegnarsi in un altro incontro, sarebbe più produttivo per i tornei del Grande Slam fornire risposte concrete, individualmente o collettivamente, alle proposte specifiche presentate dai giocatori in merito ai premi in denaro, a una giusta quota delle entrate dei tornei del Grande Slam e ai contributi per la salute, il benessere e i benefit dei giocatori”, si legge nella lettera.

I giocatori vorrebbero che venisse stanziata una quota maggiore dei soldi guadagnati dagli organizzatori dei tornei del Grande Slam. All’Open di Francia dello scorso anno una delegazione composta da Alcaraz, Sinner, Sabalenka e Gauff, chiese pubblicamente ai dirigenti di tutti e quattro i tornei di aumentare i loro montepremi al 22% delle entrate entro il 2030, in linea con gli eventi dell’Atp e della Wta.

Per farci un’idea delle spartizioni attuali: il montepremi record dell’Australian Open appena vinto da Alcaraz è di 85 milioni di dollari australiani, il secondo più alto tra i Major dopo gli US Open. Nonostante si tratti di un aumento significativo, rimane circa il 16% degli incassi del torneo. A Wimbledon l’anno scorso, il montepremi totale di 50 milioni di sterline rappresentava il 12,3% dei 406,5 milioni di sterline di ricavi del torneo.

“Tre tornei del Grande Slam, escluso l’Australian Open , hanno scritto ai giocatori a dicembre proponendo un incontro per istituire un consiglio dei giocatori del Grande Slam, ma hanno ignorato le loro richieste in materia di retribuzione e assistenza sociale”.

“Dopo una serie di incontri negli spogliatoi di Melbourne, la scorsa settimana un rappresentante dei giocatori ha scritto a Wimbledon, al Roland Garros e agli US Open, chiarendo che qualsiasi discussione sulla governance e sulla creazione di un consiglio dei giocatori doveva essere accompagnata da colloqui significativi sugli stipendi”.

Correlate