Sul rigore Brahim Diaz ha fatto fare un figurone a Mendy che in carriera ne ha parati appena 5 su 56

La finale di Coppa d'Africa tra Marocco e Senegal. Secondo un esperto di psicologia e calci di rigore, Brahim Diaz è stato fregato dall'ego (Le Parisien)

Morocco's forward #10 Brahim Diaz misses a penalty in front of Senegal's goalkeeper #16 Edouard Mendy during the Africa Cup of Nations (CAN) final football match between Senegal and Morocco at the Prince Moulay Abdellah Stadium in Rabat on January 18, 2026. (Photo by SEBASTIEN BOZON / AFP)

Geir Jordet è un ricercatore specializzato in psicologia e calcio. Esperto nell’analizzare i calci di rigore. E quello di ieri non è un rigore qualunque: quello di Brahim Diaz, fallito nei minuti di recupero del secondo tempo della finale della Can tra Senegal e Marocco, domenica. Il norvegese, autore de Il sindrome del rigore (Alisio), analizza nel dettaglio questa sequenza. Che cosa può spingere un rigorista a tentare una panenka in un momento simile della partita? Ne scrive Le Parisien. 

Lo si può chiamare ego, quella fiducia che ti dice che sei convinto di segnare, ma può anche essere fiducia nelle proprie capacità, che per un rigorista in una certa situazione è una cosa positiva. L’altra motivazione è che il tiratore può aver lavorato sui dati e sui comportamenti del portiere, sapere come reagirà e in che modo si tufferà.

Il cucchiaio può essere una decisione razionale. Ma in questo caso non è stata eseguita molto bene. Se si guarda bene, si vede che Mendy (il portiere senegalese) inizialmente sembra posizionarsi per tuffarsi, ma poi cambia idea vedendo la rincorsa di Brahim Diaz. Il marocchino avrebbe dovuto mascherare meglio il gesto, arrivare più veloce e calciare la palla più alta. Un altro punto da tenere a mente è che Brahim Diaz non è un rigorista esperto. Se guardiamo le sue statistiche, ha pochi riferimenti in questo fondamentale (ne ha tirati sette in carriera e ne ha realizzati cinque, secondo il sito Transfermarkt). Brahim Diaz quindi non è uno specialista e la scelta del cucchiaio è stata molto audace. 

Il fallo è stato commesso su di lui: è una buona idea calciare il rigore in questo caso.
Nel calcio si sente spesso dire che il giocatore che subisce il fallo non dovrebbe poi tirare il rigore perché avrebbe più probabilità di sbagliarlo. Ma statisticamente gli studi dimostrano che non è così e che questo non influisce sulla riuscita del tiro. 

La prestazione di Édouard Mendy
Innanzitutto va sottolineato che non è uno specialista. Ha parato cinque rigori su 56 in carriera (secondo Transfermarkt), il che significa che il 90% delle volte è gol. Normalmente la percentuale “classica” per un portiere è del 78 o 79%. Però su questo episodio ha reagito bene. Si vede che accenna un movimento verso destra, ma è riuscito ad adattarsi e a cambiare scelta iniziale di fronte all’intenzione di Brahim Diaz.

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