Tedesco: «Ascolto Ultimo e Alfa, ma nessuno sarà mai come Lucio Dalla»

L'allenatore del Fenerbahçe alla Gazzetta: «In Italia ho amici, scambio qualche messaggio con Allegri che mi ha sempre aperto tutte le porte»

Tedesco

Lipsia (Germania) 07/04/2022 - Europa League / RB Lipsia-Atalanta / foto Imago/Image Sport nella foto: Domenico Tedesco

La Gazzetta dello Sport intervista Domeico Tedesco, allenatore italiano del  Fenerbahçe, dove ha sostituito Mourinho: in quattro mesi, è imbattuto in campionato (media punti di 2,29) e ha appena vinto la Supercoppa sconfiggendo netta-mente il Galatasaray nel derby.

Che cosa c’è di italiano in quest’uomo calmo? «Sono nato in Calabria, ho vissuto i primi 2-3 anni a Bocchigliero e sono sempre tornato in estate. Ricordo i tornei di calcio sull’asfalto, con tutto il paese intorno. Giocava anche Domenico Berardi: ha nove anni meno di me, era un ragazzetto ma già forte, in campo era avvelenato». 

Lavori fatti oltre al calcio? «Ho lavorato per la Daimler per due anni, mi occupavo dell’acustica: unaMercedes deve essere silenziosa e noi facevamo in modo che lo fosse». Da qui, come si diventa allenatore? «Un giorno del marzo 2017, quando allenavo le giovanili dell’Hoffenheim, mi chiamò il presidente dell’Erzgebirge, in B tedesca: “Vieni e lavoriamo sul futuro, tanto siamo retrocessi”. E io: “Presidente, non siamo retrocessi, proviamoci”. Vincemmo quattro delle prime cinque e ci salvammo». 

Potrebbe interessarti: Tedesco allenatore della nouvelle vague che non conosce l’integralismo (e piace a De Laurentiis)

Mister ma, dopo tutti questi viaggi, che cosa resta dell’Italia? «Io non torno a Bocchigliero da otto anni e lamia famiglia è a Stoccarda ma l’Italia è sempre casa. Io e lei siamo legati dal calcio e dalla musica. Guardo la Seria A, ho amici, scambio qualche messaggio con Allegri che mi ha sempre aperto tutte le porte. Io credo che oggi per un allenatore la cosa più importante sia la comunicazione tra uomo e uomo e lui in questo è un modello. Quanto alla musica, ascolto di tutto, anche qualcosa di Ultimo o di Alfa, ma nessuno sarà mai come Lucio Dalla. Ogni volta che parte “Stella di mare”, mi emoziono». 

Correlate