Baggio: «Mihajlovic e Maradona avrebbero segnato 5 gol a partita se ci fosse stato il Var»
A Forbes: «Le barriere non erano mai a 9.15, le botte ti arrivavano da tutte le parti. Ora ci sono tutele. Mondiale? Avrei dato di tutto per vincerlo, ancora oggi me lo porto dietro come una tragedia personale»

Italian forward Roberto Baggio reacts 03 July at the Stade de France in Saint-Denis during the 1998 Soccer World Cup quarter final match between France and Italy. France beat Italy 4-3 in a penalty shoot-out to book their place in the World Cp semi-finals where they will play either Germany or Croatia at Stade de France 08 July. (ELECTRONIC IMAGE) AFP PHOTO (Photo by GERARD JULIEN / AFP)
Roberto Baggio è intervenuto al canale Youtube di Forbes Italia. Di seguito le sue dichiarazioni molto interessanti. Una vera ricapitolazione della sua carriera rivista col senno del poi.
Baggio: «Con il Var, fenomeni come Maradona avrebbero segnato 5 gol a partita»
Il “karma” e gli infortuni: la Partita per la Pace 2014
«Purtroppo ho questo karma che devo sempre pagare qualcosa, non c’è niente da fare. Mi ero allenato tre mesi per poter fare un tempo e poi l’ultimo giorno che mi sono allenato, che era di venerdì a Bologna, giocavamo il lunedì sera, mi sono fatto male, mi sono strappato un polpaccio. Sono andato comunque alla partita e però lì ho capito che io purtroppo ho questo karma che devo sempre pagare qualcosa, non c’è niente da fare» – spiega Baggio – «Ci andavo con entusiasmo, anche perché era importante, ci tenevo. C’erano un sacco di ex giocatori (Maradona, Messi, Totti tra gli altri, ndr), era un evento importante. Però anche lì sempre questa storia, sempre la stessa storia: io mi devo fare male, non c’è niente da fare…».
Il calvario degli infortuni
Un calvario iniziato con quello grave al legamento crociato e menisco del ginocchio destro quando tutta Italia parlava di lui come un predestinato:
«Questa operazione purtroppo che ho subìto a 18 anni mi ha condizionato tutta la carriera. Tant’è che io anche quando andavano bene le cose, più di tanto non potevo gioire, perché non sapevo mai come finiva il giorno dopo, perché purtroppo ho sempre camminato sul filo del rasoio».
L’inizio del percorso buddista
Baggio è un fervente buddista (membro della Soka Gakkai) da molti anni:
«Io ho iniziato a praticare il primo gennaio del 1988. Ricordo che avevo iniziato a praticare e non l’avevo ancora detto ai miei. La prima volta che tornai a casa, giocavo alla Fiorentina, presi mio padre e mia madre e gli dissi: “Guardate, sto iniziando questo percorso che mi dà una gioia incredibile, non so spiegarmela”. E ovviamente iniziai a raccontare quel poco che avevo capito e mia mamma disse: “Chiamiamo l’ambulanza che sta male, ce lo siamo giocato”…».
Sul Var ai suoi tempi
«Sarebbe andata meglio per me. Una volta era un gioco al massacro. Per fortuna oggi ci sono più tutele, prima non sapevamo neanche da dove arrivavano le botte. E poi le barriere non erano mai a 9.15. Fenomeni come Diego Maradona e Sinisa Mihajlovic avrebbero segnato cinque gol a partita.»
Sulla sconfitta ai Mondiali
«Avrei rinunciato a tutto il resto per vincere quel Mondiale. Rappresentavo l’Italia, era l’obiettivo che rincorrevo sempre. L’ultimo pensiero prima di andare a dormire era come vincere quel Mondiale, magari segnando un gol in rovesciata. Poi è andata come mai avrei pensato e non lo potrò mai dimenticare, a un passo dal traguardo. L’amarezza più grande della carriera di calciatore, una tragedia personale incredibile, mi porto dentro quel peso ancora oggi»











