Ultras della Roma contro la ripresa del campionato
Proprio mentre i primi calciatori si sottopongono ai test per la ripresa in città sono apparsi numerosi striscioni contro la ripresa del calcio
Proprio mentre i primi calciatori della Roma si sono sottoposti alle visite mediche per la ripresa degli allenamenti, diversi striscioni firmati dagli ultras della Roma sono apparsi oggi contro la ripresa del campionato.
«C’è chi muore, chi soffre e chi lucra: stop al campionato»
«Italia in emergenza sanitaria e sociale, questo campionato si deve fermare»
«Con la nazione in questo stato siamo contrari alla ripresa del campionato»
«Il concetto è chiaro: per voi conta meno la salute del denaro! Finché l’emergenza non è finita… nessuna partita! Società e calciatori, donate soldi e tamponi a famiglie e dottori!»
Sono alcuni dei messaggi lanciati dai tifosi giallorossi che spesso in questi mesi avevano esposto il proprio pensiero non ritenendo opportuno riprendere a giocare in questo momento
Non mancano ovviamente le supposizioni dei maligni che vedrebbero in questa opposizione una battaglia con gli eterni rivali della Lazio che in caso di ripartenza sarebbero in piena corsa scudetto.
Va detto, tuttavia, che la posizione degli ultras della Roma non coincide con quella della società: i dirigenti giallorossi, infatti, spingono con decisione per una ripresa delle sedute a Trigoria, poiché le strutture del centro Fulvio Bernardini consentono ai calciatori di allenarsi in sicurezza.
A Radio Laziale: “Ci sentiamo un po’ esuli in patria, ma crediamo sia il modo migliore per mostrare che il popolo laziale è unito e pronto a nuove forme di protesta, sempre civili e democratiche.”
Nelle ultime partite Tottenham, Arsenal e West Ham hanno fatto i conti con un pubblico che sosteneva o fischiava in base al risultato, incidendo sul rendimeto dei giocatori. (The Athletic)
E' la proposta del Ministro dell'Interno Bernard Quintin. Si parte con una sperimentazione in alcuni stadi poi potrà essere allargata a tutta la Pro League (Derniere Heure)
di Giuseppe Sedia - Nel suo passato la partecipazione a una ustawka (rissa organizzata) “70 contro 70”. Quanto ancora durerà il cordone sanitario che separa la politica di vertice dagli ambienti del tifo organizzato?
I giocatori bevevano una pinta tra il primo ed il secondo tempo. Ad agosto la squadra si è trasferita nel nuovo Hill Dickinson Stadium. Ottomila pinte vendute nella festa di addio (The Times)
Basterà recarsi ai bar tra le ore 12:00 e le ore 16:00 del 20 gennaio con una sciarpa del Napoli per essere accolti da un fumante caffè offerto dai danesi
La storia di Raphael raccontata da Le Parisien. Trentacinque anni, due abbonamenti, ma si esalta più per i gol salvezza del Paris che per l'ennesimo successo del Psg.
Circa 500 ultras di curva A e curva B hanno manifestato nel pomeriggio per le strade della città. Ogni tifoso ha in mano un volantino che è un fac simile per il cambio di residenza con la scritta approvato.
«Le istituzioni fanno di tutta l’erba un fascio e ci considerano hooligan. Non è così. Ormai i tifosi hanno paura di andare in trasferta, siamo trattati sempre peggio tra polizia, attese e controlli. (Le Derniere Heure)