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Contro il Sassuolo per capire se ’a nuttata è passata

Contro il Sassuolo per capire se ’a nuttata è passata

Si va a Reggio Emilia, città del tricolore, e magari canteremo ‘o surdato ‘nnammurato. Tiriamoci su col morale. Scherziamoci un po’. Contro il Sassuolo il Napoli di Benitez va a giocare il suo primo spareggio-salvezza (12,30 mezzogiorno di fuoco). Napoli punti 4, Sassuolo 3. Ha detto Benitez: “È la partita dell’anno”. Ci scappa da ridere. A questo punto siamo arrivati, tartassati da un inizio stagione che nemmeno Cassandra avrebbe potuto predire così pesante.

Ma non ridiamo tanto. La partita non è facile. Anche il Real Madrid era in difficoltà tempo fa e il saggio Ancelotti disse: “In questo momento, qualsiasi avversario può farci male”. Il Real si è risollevato a suon di gol, vediamo come si risolleva il Napoli. Innanzi tutto cercando di chiudere finalmente una partita senza regalare gol agli avversari.

Il Sassuolo prende sette pere solo dall’Inter, poi non è così generoso. In casa non ha ancora perso, ma neanche vinto (due pareggi: 1-1 Cagliari, 0-0 Sampdoria) e mercoledì ha pareggiato a Firenze (0-0).

Di Francesco, che l’anno scorso con un prodigioso rush finale salvò per due punti la squadra che era stata dissestata da Malesani, ha coraggio e schiera un 4-3-3, il basilisco Simone Zaza ariete da nazionale tra Nicola Sansone, che un golletto al Napoli l’ha già fatto quand’era al Parma, e l’ormai trentenne Antonio Floro Flores di Fuorigrotta. Zaza il fenomeno l’anno scorso fece gol al San Paolo interrompendo il volo iniziale del Napoli.

Diciamo che il Sassuolo ha un attacco pericoloso tra quelli che hanno già fatto danni nella porta di Rafael a volte giocando con una sola punta. E, allora, cerchiamo di non farci del male.

In mezzo al campo, l’intramontabile Magnanelli (323 partite col Sassuolo) pilota un centrocampo col ghanese Chibsah e Biondini, antico combattente di pelo rosso (31 anni). Saranno molto aiutati dai rientri degli esterni offensivi.

Qui il Napoli deve trovare la soluzione per impossessarsi del match marcando una superiorità numerica essenziale e con la qualità necessaria per “svegliare” gli attaccanti in letargo, per primo Higuain che non ha ancora segnato in campionato.

Naturalmente, si spera che dall’arco di Benitez partano finalmente le frecce, a destra Callejon che ha dato segni di ripresa, a sinistra Mertens, che deve schizzare veloce da un pit-stop ormai troppo lungo, o Insigne che, l’anno scorso, segnò al Sassuolo uno dei due gol della vittoria azzurra. Il Napoli deve riprendere a correre. Basta andare dietro alla safety car della delusione.

A Reggio Emilia, i nostri eroi in jeans o diversamente vestiti, così prodighi di parole rassicuranti e di riscossa, facciano finalmente fatti. Chiacchiere e tabbacchere ‘e lignamme ‘o Banco nun ‘e ‘mpegna.

Il Sassuolo ha segnato appena un gol in quattro partite. Vogliamo mica svegliare gli avversari che dormono? La difesa emiliana che ruota attorno a uno dei due guerrieri della Loggetta, Paolo Cannavaro indistruttibile a 33 anni (278 partite nel Napoli), e che ha nel croato Vrsaljko un esterno irriducibile a destra, non si annuncia proprio come una barriera corallina contro la quale il Napoli possa naufragare.

È la partita dell’anno. Giochiamola come fosse la Champions perduta. Alè Napoli. ‘A nuttata è passata o no?

Mimmo Carratelli

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