Al di là del futuro di Allegri, perché De Laurentiis non dota il Napoli di eccellenze nel campo atletico e medico?
È la vera emergenza della squadra, ormai da due anni (con Allegri come con Conte). E non è vero che basta vedere lo storico degli infortuni. Favasuli e Alisson non si erano mai fatti male. E nemmeno Vergara aveva avuto tutti questi guai (eccetto il crociato)

Db Milano 01/12/2025 - Gran Gala' del Calcio Aic 2025 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis
L’avventura di Allegri a Napoli potrebbe essere ai titoli di coda. Domenica c’è Napoli-Lazio e nonostante le smentite di rito, una eventuale sconfitta potrebbe portare all’addio. Del resto sarebbe l’ottava sconfitta in quindici partite. De Laurentiis dovrebbe essere granitico nella sua fiducia ad Allegri per evitare l’esonero e continuare col livornese in panchina. Allenatore che non ha saputo stabilire una connessione con la squadra, questo è evidente.
Al di là delle accuse ideologiche che lo perseguitano da ormai dieci anni, Allegri nel Napoli non è riuscito a impiantare le radici del suo gioco, della sua mentalità. Non ci addentreremo qui nell’analisi di questi mesi (lo faremo).
Per quel che riguarda l’eventuale esonero, inviteremmo De Laurentiis a riflettere su quel che è accaduto alla Juventus dopo Allegri e su quel che sta avvenendo al Milan dopo il livornese. Alla Juventus non si è vinto niente nonostante i tantissimi soldi spesi (soprattutto con Thiago Motta) e anzi si è persa anche la qualificazione Champions (con Spalletti). E al Milan hanno speso 150 milioni e l’avventura di Amorim procede come le montagne russe, tra alti e bassi. È presto per giudicare. Potrebbe vincere lo scudetto come arrivare sesto. Al momento, ha gli stessi punti del Milan dello scorso anno, e in Europa League va come il Napoli in Champions (malissimo).

La leggenda popolare sugli allenamenti sadici di Conte
Ma c’è un altro aspetto su cui vorremmo soffermarci. Al di là dell’aspetto infrastrutture che oggi sta molto a cuore ai tifosi, sembra quasi che stia più a cuore ai tifosi che al presidente, c’è un altro ambito del Calcio Napoli su cui De Laurentiis potrebbe intervenire e di conseguenza dimostrare di possedere ancora la capacità di visione che ne ha contraddistinto la presidenza. La vera emergenza del Napoli degli ultimi due anni sono stati gli infortuni. Lo scorso anno si è autoaffermata la leggenda popolare che i muscoli dei calciatori cedessero sotto gli allenamenti sadici dell’autolesionista Conte che, secondo il popolo, evidentemente godeva nel vedere saltare i muscoli dei propri calciatori. Non si ha idea di quanto piacciano le cazzate ai tifosi. È proprio un’irresistibile attrazione.
Questa certezza è miseramente crollata quest’anno. Quando al posto del sergente di ferro Conte è arrivato il presunto (sempre secondo la leggenda popolare) morbido Allegri. I muscoli saltano lo stesso. E – attenzione – qui dobbiamo contraddire il nostro caro tecnico livornese che l’altra sera ha lanciato una frecciata dicendo che per capire se i calciatori siano soggetti o meno a infortuni, basterebbe vedere il loro storico in infermeria. Era probabilmente un modo per dire che non ci voleva la zingara per capire che Badiashile si sarebbe rotto. Così come altri.
Però, attenti, non sempre è vero. Perché ad esempio Favasuli, anni 22, energia da vendere, prima di venire a Napoli aveva lo storico infortuni vuoto. Al massimo un intervento all’appendice. A Napoli ha subito il primo infortunio della sua carriera. Che sia avvenuto in Nazionale è del tutto irrilevante: “lesione di secondo grado del retto femorale della coscia destra”. Sessanta giorni per gradire.
Non è il solo. Anche lo storico infortuni di Alisson Santos era immacolato. Ha subito due infortuni al bicipite femorale, entrambi con la maglia del Napoli, a un mese di distanza.
Potremmo proseguire con Vergara che sì nel 2023 ha subito la rottura del crociato. Ma solo a Napoli ha avuto prima una lesione alla fascia plantare (che lo ha tenuto fuori sessanta giorni) e poi la lesione del soleo.
Parliamo di giovani non di matusa.
De Laurentiis dovrebbe assumere l’interim della sezione infortuni-preparazione atletica
Poi ci sono vari misteri (anche se il Napoli sostiene che misteri non siano). Di Buongiorno si scopre solo a luglio, ancor prima di cominciare ad allenarsi, che c’è una lesione della radice del menisco mediale del ginocchio destro. È stato operato e tornerà nel 2027. Beukema ha saltato tutta la preparazione estiva – senza mai allenarsi – per una pregressa infiammazione al tendine d’achille. Pregressa nonostante i mesi di vacanza.
E veniamo al punto. Al di là delle decisioni sull’allenatore, la domanda è: perché De Laurentiis non avoca a sé l’interim della sezione infortuni-preparazione atletica, conduce un’indagine e dota finalmente il Calcio Napoli di una sezione medica e atletica potenzialmente di prim’ordine? Ovviamente in questi campi la ricetta ideale non esiste. È pieno di presunti maghi che poi non hanno reso. Ma è doveroso, da parte di una società come il Napoli, indagare in maniera approfondita e soprattutto cambiare metodologia di lavoro: sia dal punto di vista atletico sia dal punto di vista medico.
Il Napoli dipende troppo dagli allenatori. Dovrebbe invece dotarsi di una struttura – anche di mercato – che prescinda dagli allenatori. Cominciare dall’aspetto atletico-medico ci sembra un importante primo passo.