L’ombra di Pioli su Allegri e sulla panchina del Napoli. A De Laurentiis è sempre piaciuto anche perché aziendalista

Vicino al Napoli già nel 2024, da sempre stimato da Adl. È già stato contattato. In caso di sconfitta con la Lazio, è il prescelto per l'eventuale successione. È l'uomo che sconfisse il Napoli di Spalletti in Champions

L’ombra di Pioli su Allegri e sulla panchina del Napoli. A De Laurentiis è sempre piaciuto anche perché aziendalista

Mp Firenze 21/09/2025 - campionato di calcio serie A / Fiorentina-Como / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: Stefano Pioli

Stefano Pioli è un vecchio pallino di Aurelio De Laurentiis. C’era Pioli sulla panchina del Milan che eliminò il Napoli di Spalletti nei quarti di finale di Champions League nell’anno dello scudetto. Sconfitta che il presidente del Napoli non ha mai digerito. Pioli fu protagonista anche di un’altra delusione per De Laurentiis, quando con la sua Lazio vinse a Napoli nell’ultima giornata del campionato 2014-15 ed estromise il Napoli di Benitez dalla Champions. La Lazio vinse 4-2, sul 2-2 Higuain sbagliò un rigore.

A volte ritornano. E Pioli è l’allenatore che più di ogni altro ha chance di sedere sulla panchina azzurra se De Laurentiis dovesse decidersi a cambiare tecnico. Anche se sono arrivate smentite, è stato contattato dal Napoli. E quindi da Aurelio De Laurentiis che ovviamente è in continuo contatto con una serie di allenatori. La scorsa settimana, Pioli era a Napoli, si è fatto vedere al centro, in piazza Plebiscito. In caso di sconfitta con la Lazio, è il favorito per l’eventuale successione di Allegri.

Pioli e Spalletti napoli milan inter

De Laurentiis lo stima da sempre anche per il suo aziendalismo

L’allenatore di Parma (che ha vinto uno scudetto col Milan) è già stato vicinissimo al Napoli nella primavera del 2024. Prima che poi il presidente rompesse gli indugi e virasse su Antonio Conte.

Pioli convinceva De Laurentiis. Adl lo aveva individuato come tecnico ideale per valorizzare la rosa, senza dogmi tattici. Aveva vinto col Milan. La Gazzetta lo definì “aziendalista” e aggiunse: “cosa tutt’altro che secondaria in questo momento storico e molto importante per De Laurentiis”.

Ha sempre portato il Milan in Champions: quattro volte in quattro campionati. Due volte secondo, una volta primo e una volta quarto.

Scriveva la Gazzetta:

“ha un carattere molto garbato ed equilibrato, sa ottenere dalla società ciò che desidera senza alzare la voce e, soprattutto, sa centrare gli obiettivi prefissati dal club”.