Finisce in disastro: Porto-Napoli 4-1. Il Napoli regge 70 minuti, poi crolla. Il destino di Allegri è nelle mani di De Laurentiis

Il Napoli gioca anche benino ma poi non regge. E il tracollo è pesante. Subiti due gol fotocopia su corner. Ora tutto dipende dalla società. La qualificazione è ancora possibile. Brutta lite tra De Bruyne e Lucca

Finisce in disastro: Porto-Napoli 4-1. Il Napoli regge 70 minuti, poi crolla. Il destino di Allegri è nelle mani di De Laurentiis

Napoli's Italian coach Massimiliano Allegri gives a press conference at Dragao stadium in Porto on November 3, 2026, ahead of the UEFA Champions League football match between FC Porto and SSC Napoli. (Photo by Miguel RIOPA / AFP)

Il Napoli perde ancora. Sconfitta che alla fine è rovinosa: 4-1 con espulsione di Rafa Marin al 90esimo nel tentativo di arginare il contropiede del Porto. Finisce malissimo. La partita è stata migliore del risultato. Ma conta il risultato. È la terza sconfitta su quattro partite in Champions. E in campionato gli azzurri sono a nove punti dal quarto posto.

Nella serata in cui il Como segna nove gol in casa del Lens (a uno), il Napoli perde 4-1 in casa del Porto. Con due gol su calcio d’angolo, quasi in fotocopia. Il Napoli non gioca neanche male. Ma è la partita dei volenterosi che tengono fino al 71esimo, dopodiché si arrendono. La squadra di Allegri non è fuori dalla Champions, non ancora, è 27esima in classifica, scavalcata dal Porto che fino a stasera era a zero punti in classifica. Bisognava badare alla differenza reti che è decisiva. E invece no.

La squadra di Allegri gioca un apprezzabile primo tempo in cui crea anche abbastanza (al 45esimo gli X-Goal dicono Porto 0.15, Napoli 0.81 ma contano i gol. A fine partita però saranno 2.71 a 1.42 per i portoghesi). E soprattutto non si possono subire due reti su calcio d’angolo. È come se il Napoli fosse partito da due gol sotto. Ed è inaccettabile per una squadra di questo livello. Nel finale la brutta scena della lite tra Lucca e De Bruyne venuti quasi alle mani. Prima del quarto gol.

Le attenuanti ci sono, i tanti infortunati, ma la stagione sta andando via in maniera preoccupante. Bisogna vedere cosa deciderà De Laurentiis dopo il match di domenica all’ora di pranzo contro la Lazio. I risultati sono disastrosi e bisogna capire se il presidente ritiene che Allegri possa invertire il trend.

Un po’ di partita.

Il Napoli è con gli uomini contati. Allegri schiera il meglio. Tutti e quattro i centrocampisti a disposizione (sono cinque in tutto, in mediana il solo Lobotka è infortunato: sono pochi per scelta societaria). Vergara sulla sinistra a fare il Politano a tutta fascia sulla sinistra.

Il napoletano di Frattaminore ama rovinarsi la vita e si fa ammonire in maniera tanto ingenua quanto inutile dopo appena cinquanta secondi. Non c’era alcun bisogno di entrare in quel modo. Il Napoli è sempre un po’ come Vergara. Deve fare esperienza. Prima o poi la farà? Però poi Vergara si riprende e gioca una buona partita. Dà tutto.

Dopo 11 minuti, la squadra di Allegri subisce gol. Corner e Bednarek salta indisturbato all’altezza del dischetto e segna. Ha ragione Ambrosini, gol fotocopia di quello di Sergio Ramos nella Decima del Madrid. Assurdo subire un gol simile.

Il Napoli un po’ balbetta. Il Porto di Farioli pressa alto, recupera tanti palloni. Sembra padrone del campo. Ovviamente non sono ritmi che si possono mantenere per 90 minuti. Per fortuna il bordocampista di Dazn ripete più volte che Allegri si arrabbia per ogni passaggio all’indietro, vuole che il Napoli vada sempre in avanti. IL bordocampista un giorno sarà chiamato a testimoniare.

Hojlund ha l’occasione gol, ben servito da de Bruyne (sui piedi) ma cade troppo facilmente in area e l’arbitro Oliver non concede il rigore. Era un’ottima occasione. Hojlund è volenteroso, si batte, non si risparmia, però un attaccante dovrebbe essere anche concreto.

Il Napoli colleziona ammonizioni in serie: Anguissa al 20esimo. Rrahmani al 35esimo. McTominay un minuto dopo. .

Al minuto 28, Hojlund si esibisce nel suo pezzo migliore: la progressione palla al piede. È il suo numero. Ha falcata da quattrocentista. Percorre tutto il campo, ignora McTominay e va al tiro di destro. Tiro che viene deviato e corretto verso la porta ma non abbastanza.

Al minuto 37 gol annullato per fuorigioco per De Bruyne che sbaglia ad andare troppo avanti sul pallone recuperato da Politano.

Il Napoli sta meglio in campo. Il Porto rincula, ha speso tanto nella prima mezz’ora. Al minuto 43 la squadra di Allegri pareggia al termine di un’azione tambureggiante in cui il portiere Diogo Costa compie due parate: la prima sul sinistro basso di Politano e la seconda, notevole, su Hojlund servito da De Bruyne. Sul terzo tiro, quello di McTominay, nulla può.

Nel secondo tempo, cresce il Porto.

Al minuto 52 strepitosa e fortunosa parata di Meret su tiro da un metro di Rosario. Involontario assist di Politano che sembra combinare una frittata. Il Porto preme. Alberto Costa entra da destra in area. Traversa superiore ancora di Bednarek e ancora su corner.

Al minuto 55 il cambio del Porto: entra Samu ed esce l’ex Milan André Silva. Al minuto 63 clamorosa traversa di Gabri Veiga con un destro al volo proprio al limite dell’area. Un tiro violentissimo.

Al minuto 67 altri due cambi Porto: Gimenez (ex Milan) per Sainz e Sanusi per Fernandes. Il Napoli soffre anche perché affiora la stanchezza. Non c’è più la lucidità del primo tempo.

Al 71esimo il crollo. Il Porto segna con tre passaggi che mandano in porta Gabri Veiga. Tutto parte da un lancio lungo di Meret. Il primo passaggio è un po’ casuale ma così va il calcio.

Al minuto 77 delizioso pallone di Gilmour per Vergara che da solo in area opta per un improbabile colpo al volo. Al minuto 78 escono Gabri Veiga e Pepé per Fofana e Hwang. Nel Napoli entrano Lang e Giovane per Anguissa e Vergara. Ma ormai la partita è andata. All’80esimo il 3-1 di Kiwior, ancora su corner) e poi il quarto. Si poteva perdere ma non così.