Pagelle – Il Napoli di Allegri è una squadra mai nata. È il Centenario dell’Aurelio Horror Picture Show
Altro che Corsiero del Sole, qui siamo di nuovo al Ciuccio di Fichella. Politano il Vannacci dello spogliatoio

Massimiliano Allegri, coach of Napoli, and Aurelio De Laurentiis, owner of Napoli, attend a press conference for the new SSC Napoli head coach at Teatro di San Carlo on July 14, 2026 in Naples, Italy. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto) (Photo by Ciro De Luca / NurPhoto via AFP)
Le pagelle di Porto-Napoli 4-1, a cura di Fabrizio d’Esposito
MERET. Ormai è il Centenario dell’Aurelio Horror Picture Show (sì, Aurelio causa prima non causata dei guai di oggi) e finanche il partitone di Gabri Veiga, tormentone dell’estate di Rudi Garcia, gonfia di rimpianti e di rabbia questo incubo senza fine. Altro che Corsiero del Sole, qui siamo di nuovo al Ciuccio di Fichella e il povero Meret se ne torna a Napoli con altre quattro pappine, nonostante l’assistenza per ben due volte di Santa Traversa. Di suo, ci mette una parata decisiva su Rosario imbeccato senza volerlo da Na-Politano in versione flipper in tilt – 6
BEUKEMA. Nell’oretta in cui il Napule si regge ancora in piedi, l’olandese è talvolta salvifico (di testa al 26’) e un paio di volte si cimenta pure nell’offesa. Indi, fa la bella statuina quando il citato Gabri Veiga va a segnare il due a uno – 5
RRAHMANI. Anche Amir fa un salvataggio disperato al 55’, ma un ministro della Difesa serio e competente non dovrebbe consentire quella disorganizzazione caotica sugli angoli lusitani, laddove il Porto fa due gol e prende una traversa – 5
RAFA MARIN. Complice di Amir sugli angoli, l’Ispanico provoca pure il rigore finale degli autoctoni e viene espulso – 5
VERGARA. La sinistra del Bell’Antonio alterna palloni persi e incursioni ostinate a buon fine, senza dimenticare quel giallo iniziale preso in maniera sprovveduta – 5,5
LANG dal 78’. Senza voto
ANGUISSA. Sovente scriteriato nell’amministrazione della pelota, una delle poche volte che recupera la palla è quando il Napule pareggia, sul finire del primo tempo. Il paragone tra lui e Veiga è impietoso – 5
GIOVANE dal 78’. Senza voto
GILMOUR. Fin quando gli azzurri giocano, Billy the Kid è decisamente il migliore, coniugando stacanovismo e colpi a effetto – 6
McTOMINAY. Compare all’improvviso quando ribatte in rete l’uno a uno del Napule, dopo il tiro respinto di Na-Politano e la paratona di Diogo Costa su Hojlund. Il Dragao sembra non finire mai, in larghezza e in lunghezza, e Scott il Rosso corre dove può, dal centro in giù e dal centro in su – 6
POLITANO. Più di una volta non riesce a superare l’uomo, massimo indizio dell’impotenza azzurra di questi tempi. A fine partita, va davanti ai microfoni e fa un’insolita dichiarazione sugli italiani della squadra che ci mettono la faccia sulle continue sconfitte. Una sorta di Vannacci dello spogliatoio, che alla vigilia aveva pure avvisato: “Puoi mettere in panchina chi vuoi, ma se pecchi nell’atteggiamento vincere le partite diventa dura”. Quasi una richiesta di assoluzione per il vituperato Allegri – 5
LUCCA dall’81’. S’imparolea con De Bruyne. Il brutto anatroccolo contro l’ape regina. Che spettacolo grottesco – 4
DE BRUYNE. Il re corre tanto, gioca fino all’ultimo e s’incazza coi compagni un paio di volte, non solo con Lucca ma anche al 77’ con Politano. Insomma, quando predica, predica nel deserto – 5,5
HOJLUND. Una partita sanguigna quella del principino danesino, che vince più di un faccia a faccia con il suo mastino di turno. Combina varie cose buone tra cui riluce quell’assolo al 29’, dalla difesa all’attacco – 6
ALLEGRI. Il suo Napule è una squadra mai nata e adesso alla sequela di errori e infortuni si aggiunge pure l’enigma della condizione fisica. Gli azzurri non solo subiscono la corsa degli altri ma arrivati al 60’ ancora una volta spariscono dal campo. Da parte sua il Max caprone espiatorio designato nega problemi di convivenza nello spogliatoio e invita a guardare la realtà “che tutti sanno”. Quello che è certo è che il Napule ha perso sei punti in Champions contro due squadre di caratura modesta, facendole risorgere: prima il Villarreal, poi il Porto (Gabri Veiga a parte). Alla quarta giornata ha un punto in meno rispetto all’anno scorso. E abbiamo detto tutto – 5
ARBITRO OLIVER (INGHILTERRA). Più italiano che inglese. Fischia tanto – 6