Last Banner, definitive le condanne agli ultras della Juventus
Il leader dei Drughi Dino Mocciola si consegna, deve scontare otto anni. I tre hanno rinunciato al ricorso in Cassazione. L'inchiesta era partita nel 2019 da una denuncia della stessa Juventus.

Una vecchia immagine della Curva della Juventus: Juve-Lazio, 25/08/2018 -Serie A / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: tifosi Juventus ultras curva sud
Si chiude l’inchiesta Last Banner sugli ultras della Juventus. Diventano definitive le condanne per tre capi del tifo organizzato bianconero, e la procura ha emesso gli ordini di carcerazione. Lo racconta Repubblica. Geraldo “Dino” Mocciola, storico leader dei Drughi, dovrà scontare otto anni di carcere, al netto del periodo già trascorso in custodia cautelare: si è consegnato ieri sera a Pescara. Erano già stati arrestati Sergio Genre, condannato a quattro anni e sei mesi, e Salvatore Cava, quattro anni e sette mesi.
Last Banner, la rinuncia al ricorso
I tre avevano presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza dell’Appello bis, che aveva rideterminato le pene. Durante l’udienza di lunedì, però, hanno depositato la rinuncia, rendendo le condanne irrevocabili.
L’inchiesta della Digos era partita nel 2019 da una denuncia presentata dalla stessa Juventus. Le accuse, a vario titolo, comprendevano estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. Il punto centrale è stato il riconoscimento dell’associazione per delinquere applicata alle dinamiche della tifoseria organizzata: una novità che la Cassazione aveva già confermato nel 2025, come avevamo raccontato qui.
Scioperi del tifo e cori razzisti per riavere i biglietti
Secondo quanto accertato nel processo, nella stagione 2018-2019 alcuni vertici dei Drughi avrebbero coordinato iniziative per fare pressione sulla Juventus: scioperi del tifo, cori razzisti e minacce. L’obiettivo era condizionare le decisioni della società e riottenere i benefici che erano stati revocati, a cominciare dai biglietti per le trasferte. Una “strategia estorsiva nei confronti della Juventus”, l’avevano definita già nel 2022 i giudici di Torino.
Il caso Last Banner è stato il primo dei grandi processi alle curve del calcio italiano. Dopo sono arrivate le inchieste sulle curve di Milano: dalle motivazioni della condanna a Luca Lucci, ex capo della Curva Sud del Milan, al racconto dell’ex capo ultrà dell’Inter Andrea Beretta.