De Laurentiis per il Napoli i due miliardi li vuole tutti insieme, non dilazionati
Il Corriere dello Sport: "Ha già rifiutato 2,2 miliardi offerti in due tranche dagli investitori americani guidati da Rizzetta"

Aurelio De Laurentiis president or Napoli prior the Supercoppa Italiana semifinal match between SSC Napoli and AC Milan at King Saud University Stadium on December 18, 2025 in Riyadh, Saudi Arabia. (Photo by Jose Breton/Pics Action/NurPhoto) (Photo by Jose Breton / NurPhoto via AFP)
Basta poco per far ripartire il tormentone della vendita del Napoli. Basta qualche dichiarazione di Matt Rizzetta patron del Napoli Basket che una fetta di tifosi del Napoli considera come l’uomo in grado di traghettare il Calcio Napoli nel futuro. Alle parole furbe di Rizzetta va aggiunto il caffè che ha preso con De Laurentiis all’Hotel Britannique quartier generale del presidente del Napoli. Ricordiamo che le trattative – quelle vere, per affari importanti – si svolgono in silenzio. Quando sono alla luce del sole, non sono trattative. Repubblica scrive che De Laurentiis si sarebbe tirato indietro pochi mesi fa quando tutto era pronto per la cessione a due miliardi. Il Corriere dello Sport invece che Adl avrebbe rifiutato 2,2 miliardi offerti in due tranche.

Scrive il Corsport con Fabio Mandarini:
“attraverso la sua società, Underdog Global Partners, Rizzetta è stato il riferimento di un pool di investitori statunitensi che, tra gennaio e giugno, hanno provato ad acquistare la SSC Napoli offrendo 2,2 miliardi di euro in due tranche da 1,1, una immediata e l’altra differita; De Laurentiis ringraziò e rifiutò, non convinto dalla formula. Il club azzurro non ha smentito l’invito e il caffè ma ha fatto sapere che in questo momento non c’è alcuna trattativa per la cessione”.
De Laurentiis li vuole molti maledetti e tutti insieme
Il presidente del Napoli avrebbe fatto una valutazione del club.
Scrive sempre il Corsport:
“E a quanto pare una valutazione del Napoli è anche venuta fuori: 2 miliardi di euro garantiti, tutti insieme e non differiti, considerando che secondo il club nel patrimonio sarà compreso il nuovo stadio di proprietà che al momento è un progetto (in piedi c’è il discorso con Q8 Italia per l’acquisto dell’area dell’ex raffineria di San Giovanni a Teduccio)”.
Rizzetta è cauto.
“Nonostante la stima reciproca, c’è ancora distanza tra De Laurentiis e Rizzetta. Un gap che comprende anche lo stadio: il rampante imprenditore newyorkese di origini italiane, infatti, punta al restyling del Maradona e con il Comune ha rapporti saldi che in questa fase comprendono anche l’investimento per il nuovo Palasport”.