L’infallibile Maldini in Nazionale oltre a Pirlo voleva Grosso. Malagò cresce nei sondaggi
Torna alla mente l'intervista al Corriere della Sera e i giorni in cui l'Italia era ai piedi del nuovo re taumaturgo del calcio italiano

Db Milano 03/12/2020 - Europa League / Milan-Celtic / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Paolo Maldini
Paolo il re taumaturgo del calcio italiano
Il messaggio arriva di buon mattino: “Comunque son confortato dal fatto che Maldini oltre a Pirlo voleva anche Grosso…”. Perché la Milano rossonera non è poi che sia tutta innamorata di Maldini. E la domenica, giornata in cui la finanza sonnecchia (a dormire Milano non dorme mai), nella città di Sant’Ambrogio risuonano le parole che il nuovo vate del calcio italiano (almeno per una settimana) pronunciò ad Aldo Cazzullo nell’intervista post burrasca.
Alla domanda su come mai su tutto l’orbe terracqueo, Maldini e il prode Leonardo avessero individuato uno e un solo allenatore (ossia il conquistatore Andrea Pirlo) in grado di risollevare il calcio italiano, lui – Paolo – rispose così:
“La nostra idea era legata alla tecnica. Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. I nomi erano tre: Andrea Pirlo, Daniele De Rossi e Fabio Grosso. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi”.

La tris di Maldini: Pirlo, Grosso, De Rossi
E quindi erano Grosso e De Rossi le riserve. Ora noi qui si scherza pure un po’. Perché di Grosso dicono tutti un gran bene. Persino quegli allenatori scettici sui nuovi guru della panchina. Ma l’inizio in Viola è da brividi. La Fiorentina in due partite ha beccato sette gol senza segnarne mezzo. Ha fatto sembrare la Roma il Brasile del 1970, poi si è capito che il problema era un altro. Perché ieri ne ha presi tre dal Frosinone che è una bella squadretta ma non è il Real Madrid. Nel post partita l’abbiamo visto anche un po’ smarrito il signor Grosso. Con quello sguardo che diceva: “e come la raddrizzo sta barca?”. Paratici aveva illuso tutti, noi compresi, ma da lontano uno guarda solo i colpi, i soldi spesi. Non come si sta assemblando una squadra, anche perché la Fiorentina – diciamo la verità – non occupa i nostri pensieri.

Fatto sta che vengono i brividi a rileggere le parole del re taumaturgo del nostro football. Pirlo, Grosso, De Rossi. Che detti così, oggi somigliano a Soldatino King e D’Artagnan. Che peraltro nella Tris di Cesena fecero faville.
Chiudiamo ricordando che il presidente Malagò è in crescita nei sondaggi. Almeno fino alle prime partite della Nazionale. Ma alle prime eventuale critiche potrà sempre esibire lo foto di Pirlo e Grosso.