La ricetta di Simonelli: “Aumentare i ricavi della Serie A e ripristinare il Decreto Crescita”

In audizione al Senato sui disegni di legge per la riforma del calcio, il presidente della Lega Serie A difende l'autonomia dell'ordinamento sportivo: no all'aumento della mutualità sulle risorse attuali, apertura sui ricavi incrementali, stadi e fisco come leve per ridurre il gap con gli altri campionati.

La ricetta di Simonelli: “Aumentare i ricavi della Serie A e ripristinare il Decreto Crescita”

Db Riyadh 18/12/2025 - Supercoppa Italiana / Napoli-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Ezio Simonelli

Sui ricavi della Serie A ruota tutto l’intervento di Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, ascoltato in commissione al Senato sui Ddl di riforma del calcio italiano. Il messaggio di fondo è netto:

“Il calcio è un’industria strategica per il nostro Paese, stiamo facendo il massimo per ridurre l’indebitamento ma dobbiamo farlo aumentando i ricavi.”

Ricavi della Serie A e mutualità: cosa contesta Simonelli

Oggi la Lega destina il 10% delle risorse dei diritti audiovisivi alle altre leghe. Uno dei Ddl propone di allargare la base di calcolo includendo anche diritti digitali e accessori: la percentuale resterebbe al 10%, ma l’importo assoluto crescerebbe. Simonelli non discute il principio, ma l’aumento:

“Noi condividiamo l’impostazione di far crescere il movimento, ma contestiamo eventuali incrementi. Non possiamo accettare questo incremento, siamo disponibili a lavorare su una diversa configurazione e sull’aumento dei ricavi incrementali.”

Con un’apertura sulla parte nuova di risorse generate:

“Siamo convinti che la mutualità verso le categorie inferiori vada fatta e che il calcio debba crescere dal basso. Sulla parte incrementale siamo disponibili non solo a dare il 10%, ma anche qualcosa in più.”

Format dei campionati e autonomia sportiva

Sul possibile taglio per legge del numero di squadre professionistiche, Simonelli alza un muro in nome dell’autonomia, ricordando anche il ciclo dei diritti tv in scadenza nel 2029:

“Alcuni dei Ddl in esame pensano di poter ridurre per legge il numero delle squadre professionistiche. Probabilmente questa è la parte che presenta le maggiori criticità sotto il profilo del rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo.”

E un avvertimento sul rapporto con la UEFA, con un riferimento a EURO 2032: eventuali ingerenze statali sulle Federazioni potrebbero avere conseguenze. “Una legge statale non può imporre tempi per l’approvazione di una riforma la cui adozione dipende da decisioni autonome delle componenti sportive”, ha aggiunto.

Scommesse, giovani, stadi e Decreto Crescita

Il presidente ha rilanciato anche sul fronte scommesse, chiedendo di superare il divieto del Decreto Dignità: la Lega ha “più volte evidenziato l’esigenza di superare il divieto generalizzato”, e chiede che “una quota delle risorse generate dalle scommesse sportive” torni “a favore di chi quella competizione la organizza”. Sui giovani, ha avvertito che misurare il minutaggio in un solo campionato “ha poco senso quando molti dei nostri migliori giocatori vengono acquistati dai campionati esteri”.

Infine il capitolo infrastrutture e fisco, quello con l’impatto più diretto sui conti dei club: strumenti per “accelerare e rendere economicamente sostenibili” gli investimenti sugli stadi, e soprattutto il ritorno di un regime agevolato per gli sportivi trasferiti in Italia:

“Ripristino di un regime fiscale agevolato per gli sportivi professionisti trasferiti in Italia, sul modello del cosiddetto Decreto Crescita.”

Una richiesta che si lega al tema di fondo — la centralità dei diritti tv nei bilanci e la necessità di nuove fonti di ricavo — e che tocca da vicino anche i club di vertice, dal nodo stadi (con il Maradona verso Euro 2032) al ricorrente dibattito sulle scommesse. “La Lega Serie A è disponibile a proseguire il confronto con il Parlamento ed il Governo“, ha chiuso Simonelli, per un sistema “più sostenibile e competitivo”.