Il flusso di denaro nel calcio racconta che i tifosi contano sempre meno

Metà del fatturato dei primi cinque club al mondo proviene da sponsor. Il 30% da diritti tv, il 20 dallo stadio. Il calcio è terra di conquista delle aziende sponsor: anche le tv a pagamento si affidano sempre più ai ricavi pubblicitari che agli abbonamenti

Il flusso di denaro nel calcio racconta che i tifosi contano sempre meno

Arsenal fans celebrate their team winning the English Premier League, outside the Emirates Stadium in London on May 19, 2026. Arsenal celebrated their first Premier League title for 22 years late on May 19 after Manchester City were held to a 1-1 draw by Bournemouth, sparking wild scenes of joy around the Emirates Stadium.

Da Hegel a Deloitte Football Money League

Tocca scomodare addirittura Hegel per capire cos’è diventato oggi il calcio. Sosteneva il filosofo tedesco che una variazione quantitativa di un fenomeno prima o poi produce una variazione qualitativa: classico l’esempio dell’acqua, che diventa vapore quando la sua temperatura raggiunge i 100 gradi.
E il calcio? Certo, è più difficile notare la variazione qualitativa: ci sono sempre una partita tra due squadre di undici giocatori, un arbitro, un pallone e vince sempre chi segna più gol, perciò sembra che non sia cambiato niente. Ma questa è solo la superficie.

Intanto, qual è la modifica quantitativa? Ovviamente il denaro, fiumi di denaro.
Vogliamo vedere? Non servono tante cifre, né occorre andare troppo indietro nel tempo: secondo i dati di Deloitte Football Money League, nella stagione 2004-2005 il fatturato complessivo delle prime 20 squadre europee fu di 3,128 miliardi di euro. Facciamo un salto di vent’anni: nel 2024-2025 è cresciuto a 12,414 miliardi, praticamente quattro volte tanto in termini nominali. Accontentiamo anche chi voglia sapere la differenza in termini reali, cioè tenendo conto dell’inflazione: secondo quella italiana, i 3,128 miliardi misurati oggi ne varrebbero 4,454: è comunque una crescita di circa il triplo.

Diritti tv Serie A calcio italiano dazn Ligue 1

Anche le tv a pagamento si affidano sempre più ai ricavi pubblicitari che agli abbonamenti

Guardiamo adesso le prime cinque squadre, che danno la tendenza a tutte le altre: nel 2004-2005, il fatturato proveniva per il 25,8% dallo stadio, il 41,8% dai diritti tv e il 32,4% dal settore commerciale. Nel 2024-2025 il 19,6% dallo stadio, il 30,9% dai diritti tv e il 49,5% dal settore commerciale. Ebbene, queste cifre fanno capire quali siano state le modifiche qualitative, e ce n’è una nuova in gestazione: dopo quella dei diritti tv al posto dei tifosi, sta emergendo quella delle sponsorizzazioni al posto dei diritti tv. In altre parole, i tifosi contano sempre meno, a maggior ragione se possono spendere poco, e il calcio è terra di conquista delle aziende sponsor: sì, perché anche le tv a pagamento si affidano sempre più ai ricavi pubblicitari che agli abbonamenti.

Postilla d’obbligo: tale modifica si ripercuote anche su chi sia disinteressato al calcio, perché l’aumento delle sponsorizzazioni si trasferisce sul prezzo dei prodotti. Beninteso, non che sia un evento naturale, ma il capitalismo funziona così.