Pagelle – Viva Lang il rapper che abbatte la retorica sui tifosi. Allegri il timoniere parla di barche, non di morti
Allegri traccia il programma della rinascita e lo affida a De Laurentiis. Hojlund ha carenza di vitamine. De Bruyne si dà da fare ma non segna

Dc Napoli 08/11/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lazio / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Noa Lang
Le pagelle di Napoli-Lazio 1-1, a cura di Fabrizio d’Esposito
MILINKOVIC-SAVIC. Il sole di novembre accarezza il Maradona ma non riscalda e non scioglie i tremori: è un mezzogiorno e mezzo di terrore il primo tempo del Napule, come se questo maledetto Halloween azzurro ancora non passasse. E così Zio Vanja miracoleggia un paio di volte nei venti minuti iniziali salvo arrendersi al cognato di Geolier. Gioca lui, il lungagnone serbo, ché le sorprendenti parole allegriane in merito ai portieri diagnosticano la fragilità psico-calcistica di Meret: “Poteva subire mentalmente la partita”. Azz. In ogni caso la buona notizia è che oggi il Napule prende un solo gol – 6,5
BEUKEMA. Il contropiede dei gattusiani che porta allo zero a uno è l’ennesima sagra dell’orrore azzurro. Dal maldestro Vergara fino alla rincorsa lenta del traballante olandese. Nel primo tempo la loro destra è un inferno di passaggi sbagliati e palloni persi. Ma nella ripresa il derelitto Sam migliora pure lui ed è addirittura salvifico all’85’ sull’altro attaccante danese e biondo in campo. La sufficienza è un premio perché allegrianamente, e da riformisti, sosteniamo che indietro non si lascia nessuno – 6
RRAHMANI. Ad Amir invece tocca rincorrere invano il predetto cognato di Geolier. Detto questo, nel secondo tempo il terrore svanisce, le gambe non sono più di legno e anche la difesa regge meglio delle precedenti partite. E lui, il Capitano supplente, pugna senza tema. Un solo gol incassato, appunto – 6

RAFA MARIN. L’Ispanico esordisce con una distrazione che poteva rivelarsi letale e fatale e che però resta unica e sola, per fortuna. Nel finale è comunque l’ultima bella statuina che non si oppone a quel discesone spaventoso di Belahyane – 6
VERGARA. Detto del gol dei gattusiani che origina da lui, il Bell’Antonio sta male pure a destra, dopo l’inane sinistra del nero mercoledì lusitano. Nella ripresa azzera le cappellate e pensa soprattutto a difendere. Nell’offesa non è mai decisivo – 5,5
POLITANO dal 73’. Eccolo qui, il custode dell’italianità del Napule. Ma a destra combina poco pure lui – 5,5
DE BRUYNE. King Kevin uno e trino. Manda in porta, va in porta lui stesso ed è un tuttofare tra il centro e la trequarti. Peccato per quel tiro respinto da Mandas, con salvataggio finale sulla linea. Avesse segnato, avrebbe coronato un’azione da cineteca: da Zio Vanja a lui, che calamita la pelota e poi tira – 6,5
GIOVANE dall’82’. Senza voto
GILMOUR. Gioca tantissimi palloni e per questo ne perde molti. Billy the Kid, nonostante la fragilità in certe fasi della partita, è il punto di equilibrio di una squadra che tende a essere verticale e poi rischia di subire il contropiede degli avversari – 6
ANGUISSA dal 69’. Il rischio era che lo Zambo imprevedibile di questa stagione sbilanciasse il fragile equilibrio di cui sopra con le sue immancabili sciatterie. Invece si pianta nella terra di mezzo e anche gli errori sono fisiologici, diciamo pure così – 6
McTOMINAY. Comincia a giocare nella ripresa: bastava invertire la sua posizione, da sinistra a destra sulla trequarti. E così dopo tre minuti è Scott il Rosso a scippare la pelota che innesca l’azione del pareggio, che inizia e finisce con lui, quando sul meraviglioso traversone dell’incazzoso Lang ci sono McDomini, il principino nostro danese e tale Pedraza che poi fa autorete. Tre minuti dopo si ritrova in area ancora ma il suo diagonale non passa con il pigliatutto Mandas (migliore in campo per i gattusiani) – 6,5
OLIVERA. Mati l’Uruguagio fa il maratoneta con 12 chilometri e mezzo percorsi. È uno dei migliori, nonostante la grandissima occasione buttata via al 58’, quando si trova sul destro, che non è il suo piede, una pelota che gira alta sulla porta – 6,5
LANG. Evviva Noa il rapper calciatore che abbatte il muro dell’insopportabile retorica sui “tifosi che hanno sempre ragione”, quella che costringe i giocatori ad andare sempre sotto la curva dopo ogni partita, per esultare o per farsi umiliare in caso di sconfitta. In quella che probabilmente è la sua migliore partita in azzurro, fatta di dribbling e cross, a un certo punto ha il torto di reclamare l’incoraggiamento dei tifosi portandosi la mano a un orecchio. Per la serie: “Non vi sento, fatevi sentire”. Ovviamente, i tifosi intoccabili hanno lavato l’onta con fischi a iosa, non appena toccava palla. Lang futtatenne – 7
HOJLUND. Ancora una volta denota una carenza di vitamine calciando male e debolmente la migliore chance avuta dal Napoli per segnare l’uno a uno, sul finire del primo tempo, consentendo così al solito Mandas una respinta marziana. Era già accaduto a Venezia, con quel clamoroso salvataggio di Giovannino Gesù, incredibile dictu, sulla linea. Uno spreco che fa rabbia, tanta rabbia – 5
LUCCA dal 73’. Anche il reietto Lucca compie un erroraccio imperdonabile: all’87’, su lancio di Zio Vanja, toglie una pelota ghiottissima a Scott il Rosso – 5
ALLEGRI. Per dirla in politichese, è un pareggio che congela ma non risolve la crisi del Napule. Perdipiù con una squadra modello Giano bifronte: terrorizzata nel primo tempo, aggressiva nella ripresa. E il partito anti-allegriano non arretra: l’uno a uno rinvigorisce le richieste di esonero a mo’ di impiccagione in piazza Mercato. Il punto però è uno solo, dopo l’inferno cominciato in terra lusitana (le faide tra giocatori, il ritiro, l’interventismo del presidente eccetera eccetera): i giocatori stanno con Allegri oppure no? Il resto è solo noia e il solo pensiero di vedere arrivare Pioli o Thiago Motta mette altri brividi di terrore. Da queste parti, si pensa che le parole allegriane di oggi, all’insegna del realismo onesto dettato dalla coscienza, possano tracciare una linea da dove ricominciare, laddove l’impossibile non si può fare, e il timoniere Max Mao vuole condurre la barca in porto, anziché non accompagnare il morto. In modo diretto l’allenatore ha detto al presidente che i sogni estivi erano sovradimensionati (Champions, che bella parola, per esempio). Poi dipenderà, appunto, dalla squadra, altrimenti si arriverà prima o poi all’ammutinamento – 6
ARBITRO PAIRETTO. Decisionista ma confuso e a tratti imbarazzante – 5