Serie A, gli ascolti Dazn sono in netto calo ma a Dazn interessa poco: i ricavi sono figli di pubblicità e scommesse
Roma-Inter è stata vista da appena 1.3 milioni di spettatori. Nell'ultimo turno, 450mila spettatori in meno rispetto alla scorsa stagione. Ma Dazn incassa con altro

Mg Milano 23/11/2025 - campionato di calcio serie A / Inter-Milan / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: spidercam
Toh, che strano. Come mai non si sente più parlare dei mirabolanti ascolti della serie A su Dazn? Lo scorso anno, di questi tempi, era tutto un profluvio di numeri: oggi, silenzio. E come dimenticare i vertici della Lega calcio, armati di elmetto e microfono, con i loro bollettini della vittoria nella guerra contro i pezzottari che neanche il generale Diaz? Risposta semplice semplice: gli ascolti sono in diminuzione. Beninteso, per ora, niente di clamoroso: secondo i dati diffusi da Audicom, nelle prime cinque giornate di campionato, c’è stato un calo complessivo di circa 476mila persone, che, per gli amanti delle percentuali, equivale a -1,87%.

La novità dell’audio negli spot messi in onda all’atto della sostituzione dei giocatori
Ma la tendenza negativa appare più accentuata scorporando i dati: infatti, i primi due turni avevano fatto registrare 469mila spettatori in più, mentre i successivi tre 945mila in meno, ben 448mila dei quali nell’ultimo turno. E qualche jolly è già stato giocato: Napoli-Como, Inter-Napoli, Juventus-Milan e Roma-Inter. Proprio la sfida tra giallorossi e nerazzurri è stata la più vista: 1.373.677 spettatori. Peccato: uno spettacolo così bello avrebbe meritato una platea molto più ampia. Ma con il calcio a pagamento funziona così. E la gara meno vista? Monza-Udinese, alla seconda giornata, in contemporanea con Sassuolo-Torino, ha catturato – forse nel vero senso della parola – 20.118 ostaggi.
Insomma, più del nuovo corso impresso da Orsato – sperando che duri: il vero test sarà la reazione del sistema al primo fallo-non fallo non fischiato che provocherà una sconfitta dell’Inter – hanno potuto i rincari degli abbonamenti.
Improbabile che a Dazn siano preoccupati: anzitutto, perché, a dispetto della retorica, non è sul numero degli abbonati che si fonda la loro strategia. E, se anche fosse, un calo degli abbonamenti unito a una crescita più che proporzionale del loro costo genera comunque maggiori ricavi. I pilastri veri sono la pubblicità e le scommesse. Quanto alla prima, c’è la novità dell’audio negli spot messi in onda all’atto della sostituzione dei giocatori. Quanto alle seconde, il tentativo di svilupparle è evidente: oltre a una trasmissione che le richiama, Dazn Bet Club è il nuovo sponsor del Monza. Ma non c’è il divieto? Sì, ma di pubblicizzare le scommesse, mentre in questo caso si tratta di informazioni e analisi sportive: ah beh sì beh. Restando in ambito calcistico, è una simulazione: e fischiano la punizione contro.