Nemmeno Gravina era tesserato Figc, allora che vogliono da Malagò? Chi è che vuole condurlo all’obbedienza?

Il Corsera scrive che nemmeno Abete lo era, oltre a Gravina. "Malagò è ingombrante". Il no alla richiesta di archiviazione è una mossa politica, una sorta di avvertimento a rientrare nei ranghi

Nemmeno Gravina era tesserato Figc, allora che vogliono da Malagò? Chi è che vuole condurlo all’obbedienza?

As Roma 25/07/2018 - presentazione calendari serie C 2019-2020 / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Giovanni Malago'-Gabriele Gravina

Due pesi e due misure sui presidenti Figc non tesserati

Chi è che non sopporta Malagò a capo della Federcalcio? Non è che ci voglia la zingara per indovinare. La decisione della Procura generale del Coni di opporsi all’archiviazione nei confronti di Malagò (non era tesserato Figc al momento dell’elezione) ha un significato e una genesi politici. Non c’entrano niente le norme. Come scrive il Corriere della Sera, neanche Gravina era tesserato quando è stato eletto. E prima ancora nemmeno Abete. Perché per loro due non è successo nulla? Gravina è rimasto in carica otto anni, Abete sette.

Abete

In Italia nulla accade per caso. Scrive il Corriere della Sera che

“attorno alla poltrona di Malagò si è scatenata una guerra che va ben al di là di interpretazioni regolamentari e statuti federali”.

Ricorda i precedenti di Gravina e Abete e scrive:

“All’epoca però nessuno ci fece caso, e tantomeno nessuno si prese la briga di controllare fra i codicilli dello statuto l’esistenza di una norma del genere”.

Il vecchio potere attorno a Gravina pensava di poter manovrare Malagò

Quindi la questione è un’altra. Malagò sta sulle scatole alla vecchia gerarchia del calcio italiano. A quelli che non vogliono mollare il potere e che credevano di poter controllare l’ex presidente del Coni. Pia illusione. 

Scrive Roberto De Ponti sul quotidiano di Cairo:

“Malagò è un presidente ingombrante, decisionista, ma con una carriera nella politica sportiva, nazionale e no, che parla per lui”.

ceferin

Il Corriere scrive che Malagò può aver fatto irritar l’attuale presidente del Coni Buonfiglio con la nomina Bianchedi a capo delegazione della Nazionale.

Ugo Taucer – il procuratore del Coni che ha detto no alla richiesta di archiviazione per Malagò – fino a ieri era un archiviatore compulsivo (definizione del Corsera).

La partita è un’altra. Non dimentichiamo, tra le altre cose, che Malagò si è certamente schierato con la Uefa di Ceferin ma non ha scaricato Infantino. Ha detto chiaro e tondo che ha ritirato il consenso a Infantino perché lo ha chiesto la Uefa e che in ballo ci sono gli Europei del 2032. Più chiaro di così, si muore. E chi è primo vice presidente Uefa? Ah, un certo Gabriele Gravina.