Allegri finora non ha mai alzato la voce nello spogliatoio ma adesso la pazienza è finita

Repubblica. Il rimprovero ad Alisson era un segnale per tutti. Con quest'atteggiamento non si va troppo lontano. Troppa superficialità, bisogna rispolverare alla resilienza del biennio di Conte

Allegri finora non ha mai alzato la voce nello spogliatoio ma adesso la pazienza è finita

Mg Milano 05/09/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

Una cosa è essere dialoganti e un’altra stupido

C’è una sottile linea di demarcazione tra l’essere un allenatore dialogante e uno stupido. Massimiliano Allegri a Napoli ha voluto marcare una discontinuità da Antonio Conte che in due anni ha ottenuto importanti successi a Napoli ma anche stressato lo spogliatoio. Evidentemente, però, il metodo basato sul permissivismo non funziona. E il tecnico livornese non è certo un tecnico di primo pelo. Certi atteggiamenti non gli piacciono. Non si possono perdere le partite per atteggiamenti superficiali e errori da scuola calcio.

Sabato sera, nel post partita di San Siro, ha ricordato in conferenza che Alisson Santos ha stoppato quattro volte il pallone con la suola e per quattro volte ha perso palla.

Scrive Repubblica con Marco Azzi che il messaggio rivolto al brasiliano, in realtà era per tutti.

“Parlare a nuora, perché suocera intenda. (…) I veri panni sporchi si lavano in famiglia e le critiche rivolte dell’allenatore livornese al giovane attaccante sono state in realtà un monito indiretto anche per parecchi altri azzurri”.

Alisson Santos

 

Allegri vuole che il Napoli riscopra le resilienza del biennio di Conte

Prosegue Repubblica:

“Così non si va troppo lontano e d’ora in poi la squadra – secondo il suo nuovo condottiero – dovrà tirare fuori il pragmatismo e gli artigli, riscoprendo la resilienza che era stata il segreto di tutti i successi conquistati con le unghie durante il biennio della gestione di Antonio Conte. Meno fioretto e più sciabola”.

Repubblica scrive che fin qui Allegri non ha mai alzato la voce nello spogliatoio ma “ogni limite per dirla alla Totò ha una pazienza”.

Tutti quegli errori sono la “spia di uno squilibrio tattico e di un approccio mentale sbagliato da parte dei giocatori”.