Il calcio italiano sull’orlo del baratro: Malagò rischia la decadenza (il punto è: chi vuole sbarazzarsi di Malagò?)

La Procura generale del Coni respinge la richieste di archiviazione della Procura Figc. Malagò non era tesserato Figc e non poteva candidarsi. Il calcio italiano rischia di tornare all'anno zero

Il calcio italiano sull’orlo del baratro: Malagò rischia la decadenza (il punto è: chi vuole sbarazzarsi di Malagò?)

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

Ma poi che fine farebbero Mancini e Ranieri?

Il calcio italiano rischia di tornare a giugno, quando non c’era nulla di nulla. Nemmeno le pietre per provare una riedificazione. Giovanni Malagò rischia di dover lasciare la poltrona di presidente Figc e così a cascata Mancini, Ranieri e compagnia cantante. È successo che la Procura generale del Coni ha respinto la richiesta di archiviazione della procuratore della Figc Giuseppe Chine.

A dire no all’archiviazione è stato l’ex prefetto Ugo Taucer, che – scrive il Corriere della Sera con Marco Bonarrigo –

“Malagò aveva nominato nel 2018 custode della giustizia sportiva italiana al posto del generale Enrico Cataldi, detestato dai presidenti federali per il suo attivismo, quel Taucer considerato dai critici un «normalizzatore» capace di vidimare senza batter ciglio migliaia di decisioni federali anche discutibili”.

E invece il normalizzatore ha definito il termine irragionevole nel respingere la richiesta di archiviazione del procedimento nei confronti del presidente della Federcalcio Giovanni Malagò.

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Malagò e la sua posizione: con Ceferin ma non contro Infantino

“È irragionevole che la mancanza di un requisito base dell’ordinamento sportivo (se vuoi essere eletto a una carica federale, devi essere tesserato prima del voto) venga bypassata perché, secondo Chinè, il non tesserato Malagò aveva comunque in potenza i requisiti per farlo e in casi analoghi precedenti (Abete e Gravina) si era chiuso un occhio”.

Ora può succedere di tutto. Processo. Decadenza. Commissariamento. Calcio italiano di nuovo senza vertici. Andremmo al collasso. Quel che ancora l’Italia non ha capito, è chi stia muovendo i fili di tutto questo teatrino. L’ancien regime? C’entra qualcosa pure le recenti frasi con cui Malagò ha esplicitato che la Figc che sta con la Uefa ma non contro Infantino. Sta con la Uefa perché non vuole perdere gli Europei, l’ha detto chiaramente. Ricordiamo che Gravina è legato a triplo filo a Ceferin.