Italiano: “In estate contatti con club di A, in Turchia solo 10 stranieri over e massimo 4 Under 23”

Italiano al Corsport: "Attratto da tanti anni dalla filosofia del Barcellona, ho stravolto metodo e tante cose da trapani ad oggi. Vlahovic ilpiù forte mai allenato"

Italiano: “In estate contatti con club di A, in Turchia solo 10 stranieri over e massimo 4 Under 23”

Besiktas JK's head coach Vincenzo Italiano reacts during the Europa League qualification match between FC Midtjylland and Besiktas JK at MCH Arena in Herning on Thursday, July 30, 2026. (Photo: Bo Amstrup/Ritzau Scanpix) (Photo by BO AMSTRUP / Ritzau Scanpix via AFP)

Vincenzo Italiano sta incantando la Turchia. Alla guida del Besiktas 12 punti in sei giornate e secondo posto in Super Lig, ad una distanza da Amedspor e Galatasaray capoliste. In un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport ha analizzato ad ampio raggio il calcio turco per poi scendere nello specifico sulla sua squadra.

Qui l’ambiente è straordinario. Stadi nuovi, tutti coperti, enormi, pieni di passione. Mi ricorda il calcio italiano degli anni ‘80 e ‘90 quando si giocava alle 15 e si aspettava la partita tutta la settimana. C’è un calore pazzesco, non solo da parte dei tifosi delle squadre più forti: è così dappertutto. Le stesse atmosfere di quando ero ragazzino e gli stadi italiani erano pienissimi: mi sembra di rivivere quelle sensazioni. Forse questo campionato vale meno dei cinque principali tornei d’Europa, ma è di livello e sta crescendo“.

La tattica di Italiano, l’analisi su Vlahovic

Dusan Vlahovic

Italiano ha parlato di tattica, scendendo nei dettagli del suo gioco.

Stiamo alternando i moduli. Con Ozcan sembra un 4-3-3 perché è uno che si butta dentro la linea, come il De Rossi di una volta nella Roma. Ogni anno ho aggiunto qualcosa e qualcosa ho tolto. Può sembrare che giochi sempre alla stessa maniera perché l’aggressività, secondo me, deve regnare: quando affronti gente di grande qualità e cervello, se non le salti un po’ addosso e non togli tempo e spazio, fai fatica. Siccome non ho mai fatto a meno di questa caratteristica, sembra che io continui sulla stessa strada. Invece ho avuto squadre che palleggiavano di più, altre che andavano più in verticale, altre ancora che attendevano. Da quando allenavo a Trapani a oggi, io e il mio staf abbiamo stravolto il metodo e tante cose“.

“Io sono attratto da tanti anni dal Barcellona. Metodo, filosofia, modo di intendere il calcio: è un marchio che non può non piacere. Parlo proprio della filosofia. Sono folgorato da questo club. Chiunque sia il tecnico, propongono sempre lo stesso calcio offensivo: uno spettacolo incredibile. Ogni tanto provo a rubacchiare qualcosa, ma si fa fatica a copiare e riproporre la loro mentalità“.

Il bomber del Besiktas è Vlahovic, arrivato a parametro zero dopo aver chiuso l’esperienza alla Juve. Italiano ha parole al miele per il nazionale serbo.

Abbiamo preso un ventiseienne ancora di grande valore e di grande futuro: rimesso a posto, può tornare il Vlahovic di qualche anno fa. Ad oggi 4 partite e 5 gol in campionato, stiamo cercando di averlo a pieno regime. Dusan può dare ancora tanto al calcio europeo, è molto giovane. In quei sei mesi a Firenze è stato incredibile, 20 partite e 20 gol. Sono convinto che quell’anno avremmo potuto fare di più se non fosse andato via, anche se abbiamo fatto bene. Negli anni successivi ho avuto attaccanti di valore, ma del suo calibro no. Il più forte mai allenato per quello che mi ha dato in quei sei mesi a Firenze“.

Contatti con i club di A ed i giovani in Italia

Italiano

Italiano ha poi ammesso contatti con club della Serie A la scorsa estate e la decisione di accettare poi il Besiktas.

Diciamo di sì, ma non dico quale. Ho avuto colloqui importanti con qualche squadra in Europa. Ho fatto una gran bella chiacchierata con i dirigenti del Benfica, che mi hanno aperto un po’ la mente, visto che non ero molto orientato a lavorare all’estero. Pochi giorni dopo mi ha chiamato il Besiktas, proponendomi un progetto importante. E ho deciso di provare questa avventura che fino a pochi mesi fa non avrei mai pensato di intraprendere: avrei voluto restare in Italia ma è andata diversamente“.

Non è mancato un capitolo dedicato ai giovani ed alla Nazionale.

Nel Besiktas c’è un dirigente tedesco con cui ho discusso di questo tema. Lui dice: ‘per voi un diciottenne è troppo giovane, pensate di rovinarlo. Invece in altri Paesi non è così, si ha pazienza, ci si accolla l’errore e l’inesperienza. Voi non avete coraggio con i giovani’. È la verità. Qui c’è una regola giusta: solo 10 stranieri over e massimo 4 Under 23, poi solo turchi. Quando si è obbligati a seguire una strada, c’è crescita”.