Vlahovic, ti avevo sopravvalutato. Neanche tu credi di essere un grande centravanti
Accettare la Turchia per una vagonata di soldi (obbedendo anche alla famiglia) vuol dire aver compreso che non puoi importi altrove. Sei stato un quadro di lontananza. Magari con Italiano ritrovi te stesso

Cm Torino 24/05/2026 - campionato di calcio serie A / Torino-Juventus / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: esultanza gol Dusan Vlahovic
Ha dimostrato di non saper reggere la pressione
Ti avevamo sopravvalutato, Vlahovic. In realtà ti avevo sopravvalutato. Io e tanti che pensavano fossi un grande centravanti. Fondamentalmente continuo a crederlo: non grande, perché hai mostrato evidenti limiti di personalità, però un ottimo centravanti senza dubbio. Non è un caso che Spalletti, appena arrivato alla Juventus, non abbia avuto il benché minimo dubbio su chi fosse il nove bianconero. Vero che la concorrenza non era agguerrita (Openda e David), però Vlahovic è uno che può fare serenamente il centravanti della Juventus. E anche di squadre italiane oggi più forti della Juventus. Nonostante – va ricordato – in quattro stagioni e mezza solo una volta ha segnato più di dieci gol in campionato: nel 23-24, col vituperato Allegri in panchina, segnò sedici gol.
La Juventus ha espresso più verdetti sul serbo. Non è il grande centravanti che si pensava fosse dopo i gol a raffica nella Fiorentina di Italiano. Una cosa è giocare in una squadra di seconda fascia e un’altra in un club in cui sei perennemente sotto i riflettori. In più, è stato oggetto di critiche per noi eccessive e ha mostrato di soffrirle. È diventato uno dei soggetti privilegiati dei meme sui gol sbagliati. Lo hanno messo in croce. Ma un calciatore ogni partita ha l’occasione per ripartire.

Vlahovic non si è voluto mettere in gioco
Ma, soprattutto, andando a soli 26 anni al Besiktas di Italiano per una vagonata di soldi (per lui, per gli agenti che poi è il padre, per tutti), ha dimostrato di essere il primo a non credere in sé stesso. Il Besiktas non è una squadra saudita, è vero. Giocherà con ogni probabilità l’Europa League e c’è un progetto attorno a Italiano. Però se avesse accettato cifre più basse di quelle turche – parliamo di 5-6 milioni netti, non il reddito di cittadinanza – avrebbe potuto giocare in un club più autorevole e dimostrare di non essere un centravanti di seconda fascia. Evidentemente sa di non esserlo. Oppure non ha la forza di imporsi con la sua famiglia. Non sappiamo quale delle due opzioni sia la più sconfortante.
Ci eravamo sbagliati. Tutto qua. Gli auguriamo di tornare in un grande club o di imporsi col Besiktas anche in Europa. Ma per ora non possiamo che rassegnarci alla realtà: Dusan resta un quadro di lontananza.