In tanti non vedevano l’ora di sparare su Allegri

Quanta sintonia tra la Napoli vittimista e pessimista e gli opinionisti del Nord cui adesso il corto muso non piace più

In tanti non vedevano l’ora di sparare su Allegri

Ni Napoli 30/08/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Como / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

Non aspettavano altro

Le mani sulle tastiere erano pronte già a luglio, a Dimaro. Tra quei tifosi ostili al solo annuncio del suo ingaggio, fuoco amico e opinionisti del Nord in tanti non vedevano l’ora di sparare contro l’odiato Allegri. La vittoria del Como ha trasformato la stagione del Napoli in una sentenza già alla seconda giornata. Dal canonico “non fa gioco” ai giudizi severi di chi, stranamente, considerava il corto muso un mantra quando il Conte Max sedeva sulle panchine tra Milano e Torino.

Lo hanno scritto già Massimiliano Gallo e Antonio Filippetti, le batterie di colpi in canna sono prontissime in vista di Inter e Arsenal. Tra quelli che odiavano già Conte solo perché vinceva 1-0, di Allegri viene chiesto a gran voce pure l’esonero. Per fortuna parlerà il campo che sarà l’unico giudice sulle scelte fatte da De Laurentiis sul mercato e accettate dal tecnico livornese.

Napoli-Como

Questo chiassoso fragore della “napulitaneria” vittimista e pessimista mette in secondo in piano i nodi cruciali della sfida della società con il suo “non mercato” di questa estate. Il primo è l’età media alta, 29 anni, con i senatori dei due scudetti che hanno un’età tra i 31 e 33 anni. Il secondo riguarda le motivazioni o un effetto appagamento di alcuni di questi senatori. Il terzo riguarda il centrocampo che il reparto con le minori alternative ruolo per ruolo.

Sabato pomeriggio a Milano Allegri è chiamato, soprattutto, a rendere chiaro il metro della sua gestione e se in questo inizio campionato la rosa “competitiva” può anche stravolgere le gerarchie: fuori i senatori in affanno e dentro chi corre. Anche perché il Conte Max sa come si fa.