Difendiamoci dai soloni del giorno dopo
Il post Napoli-Como mediatico è stato quel che ci aspettavamo: l'amarezza per la sconfitta ha fatto perdere di vista la capacità di giudicare col gusto distacco

Napoli's players look dejected after being defeated by Como during the Italian Serie A football match between Napoli and Como at the Diego Armando Maradona stadium in Naples on August 30, 2026. (Photo by Carlo Hermann / AFP)
Qualche osservazione sui commenti sportivi
Passata la tempesta, verrebbe da dire, possiamo fare qualche osservazione più serena su quanto scritto e detto a proposito della partita Napoli-Como.
La prima considerazione è la stessa da sempre. Quando non si vince, l’amaro in bocca che ne deriva fa perdere di vista tutto il resto, ovvero la capacità di giudicare con il giusto distacco senza farsi prendere dalla “rabbia” del tifo o del proprio pensiero precostituito. Quello che appare degno di osservazione ha però a che fare, per quanto mi riguarda, con l’aspetto critico/comunicativo. Faccio un esempio. Domenica pomeriggio il Napoli ha perso la partita e il Como l’ha vinta con merito. Ma la critica ahimè…

Tutti hanno infatti sentenziato che la squadra lariana ha dominato, ma poi è stato altresì sottolineato che le due reti sono state un regalo del Napoli, il che significa evidentemente che se non vi fossero stati i due graziosi cadeaux della difesa napoletana (che dire del secondo gol!) il Como per logica deduzione non avrebbe forse nemmeno segnato e avrebbe dominato chissà un incontro senza fare gol e forse senza nemmeno vincere. Qualcosa allora almeno nella comunicazione non torna. Sarebbe forse stato più corretto dire che il Como pur dimostrandosi nella circostanza superiore al Napoli, ha avuto anche dalla sua la fortuna in due episodi che hanno deciso la gara. E qui appunto entra in gioco la dea bendata che può sempre decidere a favore o a sfavore di uno dei due contendenti. Del resto è storia antica se già Machiavelli aveva sottolineato come la fortuna può disporre del cinquanta per cento delle nostre azioni e decisioni (concetto poi ripreso meravigliosamente in epoca recente da Jacques Monod).
Siamo soltanto all’inizio dell’”avventura” e dovremo probabilmente sorbirci a lungo i tanti Soloni del giorno dopo che predicano su tutto e sanno ogni cosa. Forse non sarebbe allora del tutto sbagliato se staccassimo un po’ la spina (in senso reale e figurato) e dessimo spazio unicamente a quello che siamo in grado di vedere e capire.