Dimarco miglior calciatore della Serie A 25/26 ma può giocare solo in un ruolo: è limitato e l’ha dimostrato in Nazionale

In Serie A 35 presenze con sette gol e 18 assist ma in una difesa a quattro non può stare perché non sa difendere

Dimarco miglior calciatore della Serie A 25/26 ma può giocare solo in un ruolo: è limitato e l’ha dimostrato in Nazionale

Inter Milan's Italian defender #32 Federico Dimarco spits water during the Italian Serie A football match between Fiorentina and Inter Milan at the Artemio Franchi Stadium in Florence on March 22, 2026. Tiziana FABI / AFP

Federico Dimarco è stato nominato il miglior calciatore della scorsa stagione in Serie A. Quasi un atto dovuto, perché i numeri parlano decisamente per lui. Nella scorsa stagione ben 47 presenze con otto gol e 18 assist. Numeri da attaccante esterno, da seconda punta se vogliamo. Statistiche che, se circondate al solo campionato, mostrano quanto sia stato impattante e decisivo nello scudetto numero 21 dei nerazzurri.

In Serie A 35 presenze con sette gol e 18 assist. La miglior stagione per distacco in nerazzurro, con Chivu che sembra addirittura essere riuscito ad esaltare maggiormente le sue caratteristiche, più di Simone Inzaghi. Impossibile, insomma, anche solo obiettare per un riconoscimento che più meritato non si può. Ma è davvero tutto oro quel che luccica?

Dimarco ed il limite della difesa a quattro

Inter

Dimarco, in Serie A, fa la differenza e l’abbiamo visto. E non è un caso che in estate diversi rumors di interessamento di top club nei suoi confronti siano proliferati. Il terzino, poi, è rimasto all’Inter, per la gioia di Chivu in primis ma anche dei tifosi nerazzurri. Quel che non vi raccontano, però, è quanto sia limitato Dimarco.

Il punto di forza dell’Inter lo è diventato semplicemente perché Chivu – e prima di lui Inzaghi – hanno impostato la squadra con un solo modulo, il 3-5-2. Una difesa a tre ormai più che obsoleta in Europa e due terzini di spinta, all’occorrenza capaci di abbassarsi e formare un reparto a cinque.

Ecco, Dimarco, in questo schieramento, va a nozze; partendo da centrocampo, ara la corsia mancina e si trova già in posizione avanzata per poter arrivare al cross oppure al tiro, preciso e potente, come le sue punizioni. Ma non chiedetegli di difendere, perché lì emergono tutti i suoi limiti. All’Inter ha le spalle coperte da Bastoni che si sgancia solo a fasi alterne e comunque è attento a non lasciare spazio alle sue spalle anche perché se puntato, Dimarco va in difficoltà e perde anche il suo potere offensivo.

L’abbiamo visto anche in Nazionale, nelle ultime gare disputate; contro la Bosnia, proprio per esaltare anche le sue caratteristiche, Gattuso propose il 3-5-2 che di fatto eliminò gli Azzurri dalla fase finale del torneo iridato. Ed anche Mancini, prima di lui, spesso aveva utilizzato questo schema per Dimarco. Una scelta quasi obbligata perché in uno schieramento a quattro, come detto, l’ex Verona perde completamente la sua efficacia.