Fiatone dopo 25 minuti: il Napoli dell’INPS visto da Firenze

Si parte dall'1-1 di Firenze dopo essere andati avanti — per una squadra di scuola Allegri, non è esattamente così che dovrebbe andare. Ma la diagnosi è più scomoda del risultato. Poi le elezioni tedesche, la posta del cuore e il prompt della settimana.

Fiatone dopo 25 minuti: il Napoli dell’INPS visto da Firenze

Fiorentina's Portugese forward #28 Pedro GonÁalves fights for the ball with Napoli's Uruguay defender #17 MathÌas Olivera (L) during the Italian Serie A football match between Fiorentina and SSC Napoli at the Artemio Franchi stadium in Florence, on September 20, 2026. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP)

La nuova puntata parte da Fiorentina-Napoli, l’1-1 del Franchi maturato dopo essere andati avanti: per una squadra di scuola Allegri non è esattamente così che dovrebbe andare. «Il podcast che non ha paura di non sapere niente di calcio» comincia dal campo, ma la diagnosi è peggiore del tabellino — è il Napoli che non c’è.

Fiorentina-Napoli, il Napoli che non c’è: la diagnosi

Difesa e centrocampo che reggono, il doppio play che continua a funzionare, e davanti — da De Bruyne fino all’ultimo entrato — una pena. Gol preso su una palla ribattuta cinque volte, disimpegni facili sbagliati da gente che non dovrebbe sbagliarli, ripartenze buttate via con scelte incomprensibili. Poca concentrazione, in una squadra che ha l’età e l’esperienza per non averne di problemi. E poi il fiatone dopo venticinque minuti, con la rosa più anziana del campionato sotto un caldo che a settembre non dovrebbe più esserci, e chi entra dalla panchina che sembra meno fresco di chi è in campo da un’ora. Questione fisica o questione mentale? Uno dei due conduttori pensa che sia uno spogliatoio a cui sono finiti gli stimoli, e che l’unico indemoniato sia l’ultimo arrivato, Favasuli. Tutto questo in una giornata in cui davanti pareggiavano e perdevano tutti.

Dalla domenica sportiva a quella elettorale: Berlino e la Pomerania

A Berlino e in Meclemburgo-Pomerania si votava, e la prima questione è come si faccia a chiamare una regione Pomerania: in confronto, Molise suona soave. Poi le cose serie: la candidata che ha fatto campagna come “Frau gegen Blau”, un partito di governo che perde il tre per cento e può permetterselo, e un altro che esce con le ossa rotte e rischia di non avere nemmeno un rappresentante. A Berlino, invece, succede una cosa mai vista: una candidata che qualcuno sta già chiamando “il Mamdani della città”.

La posta del cuore, il “come uno zingaro” e la curva che volta le spalle

Nella seconda parte, la posta del cuore: il consiglio di un ministro della Repubblica al figlio su chi sposare — quella appariscente o quella seria — con la constatazione che i due aggettivi non stanno nemmeno sullo stesso piano. Poi il calcio come avamposto di tutto quello che dovremmo combattere: un allenatore greco che accusa Mazzarri di averlo trattato “come uno zingaro” e nessuno che si scandalizzi, e una curva che a Torino si gira di spalle durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano. E infine Mazzarri stesso, in un’intervista a una televisione greca, che pronuncia una frase sul suo amore per la Grecia di cui non anticipiamo niente: va sentita.

Il prompt della settimana: venti secondi di esistenzialismo azzurro

Chiude il prompt della settimana. Corbo su Tuttonapoli: “vi spiego perché il Napoli è una squadra che non c’è”. Parmenideo, forse nichilista. Abbiamo chiesto all’IA venti secondi di esistenzialismo azzurro, in bianco e nero. Il resto — compresa una diagnosi che rima con l’Adani post-Firenze e con la furia di Allegri nello spogliatoio — è nella puntata. 🎧