Forse Lucca è il peggior acquisto della storia recente del Napoli
Nella nuova puntata del podcast, la vittoria sul Bologna diventa il pretesto per una chiacchierata. Il Napoli in Champions è la partita che la rigiochi cento volte e la perdi cento volte: con l'Arsenal è cambiato qualcosa

Dc Castel di Sangro 05/08/2026 - amichevole / Napoli-Osasuna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Lorenzo Lucca
Il primo corto muso di Allegri con la maglia del Napoli addosso è arrivato, e la cosa curiosa — lo notano subito Fabio Vallone e Raniero Virgilio nella nuova puntata di Inpat&Expat — è che al Maradona, da calciatore, Max non aveva mai vinto: capitò da queste parti in una stagione infausta in cui il Napoli le perdeva tutte. Stavolta, invece, i tre punti sono arrivati, e il podcast “che non ha paura di non sapere niente di calcio” ci costruisce sopra mezz’ora di ragionamenti, partendo proprio dalla vittoria sul Bologna.
Il primo corto muso di Allegri parte da un’emergenza: il doppio play e la sorpresa Favasuli
Il punto di partenza è tattico: il doppio play Lobotka-Gilmour, una soluzione che “a ranghi completi non si vedrebbe mai” e che invece, dettata dagli infortuni a centrocampo, ha dato al Napoli l’equilibrio più convincente visto finora. “Come Mertens attaccante nato dalla necessità”, è la battuta. Ma la vera scoperta ha un nome e un cognome: Favasuli, l’esterno arrivato dal Catanzaro, entrato “da crack” con dribbling e due assist. Un’intuizione che i due avevano colto già nel ko di Champions, quando il ragazzo era stato tra le note migliori contro l’Arsenal.

Il caso Lucca: “Forse il peggior acquisto della storia recente”
Poi il tema scomodo. Su Lucca — catechizzato da Allegri a bordocampo per un minuto buono appena entrato — il giudizio è durissimo: “Sono vicino a pensare che al momento possa essere il peggior acquisto della storia recente del calcio di De Laurentiis”. Con un dubbio onesto, però: “Troppe cose dovrebbero essere andate storte perché quello sia davvero il suo valore“. È il tipo di provocazione che il Napolista conosce bene, in un momento in cui il problema, più che il singolo, sembra l’organico corto.
La Champions, la rosa anziana e il “lungo addio” di McTominay
Dal campionato all’Europa: l’Arsenal lascia una sensazione nuova per il Napoli, quella della “partita che la rigiochi cento volte e la perdi cento volte”. Da lì il discorso si allarga alla rosa tra le più anziane della Champions, all’impressione di aver “toccato il soffitto”, al modello-scudetto — comprare sconosciuti, valorizzarli, venderli con profitto — che si è inceppato da quando il Napoli ha smesso di vendere. Con una tesi netta (meglio pescare in Serie B italiana che in Eredivisie, per fame e voglia) e una previsione su McTominay su cui i due non sono affatto d’accordo, tra chi “sente” un addio già a gennaio e chi lo esclude. Il tutto mentre Allegri predica, come al solito, calma nei giudizi.

Dal pallone alla politica: il tifo che vota, l’AfD e il ragù di De Luca
Nella seconda parte In&Expat fa quello che sa fare meglio: cambiare campo. Un sondaggio BiDiMedia incrocia la squadra tifata con l’intenzione di voto, tifoseria per tifoseria: la Juventus che è “la fotografia elettorale del Paese”, l’Inter con l’8% a Vannacci e una spiegazione tutta lombarda, il Milan dove il 6% di Forza Italia certifica la fine della legacy berlusconiana, il Napoli diviso in tre spicchi quasi uguali. Poi il salto in Germania — l’AfD oltre il 40% in Sassonia-Anhalt, perché stavolta Meloni non ha festeggiato — e la chiusura con il “prompt della settimana”: Vincenzo De Luca, Marisa Laurito e il ragù open, più una seconda dichiarazione delucchiana su un frigorifero abbandonato in strada che è meglio scoprire ascoltando.
La puntata è disponibile su YouTube e sulle principali piattaforme podcast. Buon ascolto.