Bilancio Juve nel segno del rosso: perdita da 66 milioni, aumento di capitale e titolo che crolla in Borsa
Un altro passivo e un'altra ricapitalizzazione. Il bilancio 2025/26 della Juventus si chiude con 66 milioni di rosso — il nono consecutivo — e con l'annuncio di un aumento di capitale fino a 250 milioni. La reazione dei mercati è immediata: a Piazza Affari il titolo bianconero perde oltre il 10%.

Torino 16/11/2025 - Atp Finals / Image Sport nella foto: John Elkann
Il bilancio Juve torna a tingersi di rosso, e stavolta la Borsa non perdona. I conti dell’esercizio 2025/26, approvati dal club, si chiudono con una perdita di 66 milioni di euro, in peggioramento di quasi 8 milioni rispetto ai 58 dell’anno precedente. All’apertura di Piazza Affari il titolo bianconero è arrivato a perdere oltre il 10%, scivolando sotto 1,68 euro ad azione per una capitalizzazione intorno ai 777 milioni.
Bilancio Juve: i numeri del rosso e l’aumento da 250 milioni
Il dato non è un incidente, ma una costante: si tratta del nono bilancio consecutivo in perdita. A pesare, secondo i dati diffusi, è soprattutto il calo dei ricavi, scesi da 529,6 a 474,7 milioni (-10,4%), per la minore gestione dei diritti dei calciatori e dei diritti audiovisivi, solo in parte compensato da un taglio dei costi operativi di 42 milioni. Curiosamente, fino a poche settimane fa lo scenario sembrava diverso: si parlava di un rosso tra 58 e 63 milioni e di nessun aumento di capitale. È andata peggio su entrambi i fronti.
Per tamponare, il club ha deliberato un aumento di capitale fino a 250 milioni, che sarà sottoposto all’assemblea del 3 novembre: una cifra volutamente superiore al fabbisogno attuale, pensata per assorbire sia le perdite già registrate sia quelle attese. A garantire tutto, come sempre, c’è la cassaforte di famiglia: Exor, la holding degli Agnelli-Elkann che controlla oltre il 65% del club, sottoscriverà la propria quota (circa 170 milioni), garantirà l’inoptato e ha già anticipato 60 milioni. Perché, come abbiamo scritto senza giri di parole, paga sempre Elkann, sennò la Juventus sarebbe bella che fallita.
La zavorra Champions e il paradosso del fair play
Il piano bianconero guarda a un progressivo riequilibrio, ma la strada è in salita: anche il 2026/27 si chiuderà in perdita, soprattutto per l’impatto della mancata partecipazione alla Champions League, che priva il club di una delle sue principali fonti di ricavo. Un miglioramento vero è atteso solo dal 2027/28, e a una condizione: il ritorno stabile nella massima competizione europea.
È qui che la vicenda diventa istruttiva anche per noi. Da un lato c’è il tema, mai sopito, di come certi club abbiano convissuto a lungo con i rossi e il fair play finanziario; dall’altro, il rovescio della medaglia rispetto al dibattito di casa nostra, quando ci si chiedeva se per il Napoli valesse la pena inseguire il sogno Champions anche a costo di un bilancio in rosso. La Juventus, quel rosso, lo vive da nove anni — e stavolta se n’è accorta pure la Borsa.