Ziliani: “Roma e Juventus se ne sono fregate del fair play finanziario. Anche la Uefa è una barzelletta?”
"Dovevano fare un mercato a saldo zero e invece la Roma è sotto di 106 milioni, la Juve di 138. Hanno fatto carta straccia del Settlement con l’Uefa, sperando di poterla sfangare come il Chelsea. Solo che il Chelsea ha venduto, Roma e Juve no"

Ci Lecce 31/08/2026 - campionato di calcio serie A / Lecce-Roma / foto Carmelo Imbesi/Image Sport nella foto: Gian Piero Gasperini
“Dovevano fare un mercato a saldo zero e invece la Roma è sotto di 106 milioni, la Juve di 138”. E il fair play finanziario che fine ha fatto? Paolo Ziliani scrive – in un lungo post su X – che in sostanza “se ne sono fregati tradendo platealmente gli accordi presi. Nella convinzione, probabilmente fondata, di potersela cavare con una multa o un uomo in meno in lista Uefa”.
Ziliani ricorda che la Roma, “giunta all’ultimo anno del Settlement Agreement quadriennale siglato con l’Uefa nell’estate 2022, ha goduto provvidenzialmente di due mesi di proroga concessi da Nyon a causa della stagnazione delle trattative che il Mondiale ancora in corso ha provocato per tutti i club europei”. E che “la Juventus che in regime di Settlement Agreement (triennale) è invece appena entrata e si trova già con un ulteriore cappio al collo: non solo è stata sanzionata dall’Uefa per la montagna di perdite accumulate dal 2023 a oggi (quasi 400 milioni), ma nel bilancio al 30 giugno 2026 registrerà una perdita, pare, di 63 milioni, superiore a quella che l’Uefa ha messo come tetto massimo per tutto il triennio 2026, 2027 e 2028 sotto esame, cioè 60 milioni”.
Juve e Roma hanno speso come se non ci fosse un domani
Secondo Ziliani nessuna delle cessioni paventate dalle stesse società per rimettere un po’ a posto i conti è stata fatta. “Non solo – scrive – non hanno proceduto ad alcuna “cessione importante”, ma a fronte di spese imponenti sostenute per l’acquisto di nuovi giocatori non hanno proceduto ad alcuna vendita tout court. La Roma ha inanellato una serie di cessioni in “prestito con diritto di riscatto” (Angelino, Ziolkowski, El Ayanoui, Dovbyk), quelle che non portano nè assicurano alcun introito in cassa; e la stessa cosa ha fatto la Juventus con Di Gregorio, Adzic, David, Miretti, Openda, Joao Mario”.

I due club “hanno fatto carta straccia del Settlement con l’Uefa spendendo e spandendo come se non ci fosse un domani. Secondo Transfermarkt, la Roma ha effettuato acquisti per 124,5 milioni e incassato per 18,8 con un saldo netto negativo di 106 milioni circa; ancor peggio (o meglio: dipende dai punti di vista) ha fatto la Juventus che in barba agli accordi presi non più tardi di due mesi fa dopo la scoperta dei suoi conti disastrati ha speso per nuovi acquisti 164,35 milioni e incassato per cessioni 26,5 con un saldo netto negativo di 138 milioni circa”.
Conta il precedente Chelsea
La tesi di Ziliani è che “Roma e Juventus hanno capito qual è il giro del fumo, si sono fatte forti del precedente “Uefa-Chelsea” del 2025 e hanno deciso di fottersene dei regolamenti fiduciose di non incorrere in conseguenze particolarmente penalizzanti”.
Il Chelsea, “a fronte di una violazione del FPF mastodontica, simile a quella che ha costretto la Juventus a firmare il 30 giugno il suo secondo Settlement Agreement nel giro di 4 anni con Nyon, venne sanzionato con una multa di 80 milioni di cui 20 incondizionati e immediati e 60 eventualmente scontabili a condizione di rientrare nei paletti fissati dall’Uefa nelle successive 3 stagioni (ancora i corso). L’Uefa impose però al Chelsea rigide restrizioni di mercato, le stesse a cui Roma e Juventus avrebbero dovuto attenersi”.
Il fatto è che il Chelsea ha venduto un sacco, incassando oltre 250 milioni, “non così è stato per la Roma e la Juventus: che non sono state in grado di chiudere una sola vendita degna di questo nome”.

Conclude Ziliani chiedendosi che cosa farà adesso la Uefa di Ceferin.
“È vero che siamo abituati a considerare il calcio italiano, quando si tratta di pretendere il rispetto dei regolamenti da parte dei “club dallo straordinario brand” (ogni riferimento a Figc e Juventus è puramente casuale), una barzelletta; ma la verità è che dovremmo estendere identico giudizio anche al calcio europeo targato Uefa. La curiosità di vedere quali saranno le decisioni del Cfcb (Comitato Controllo Bilanci) al momento di esaminare le liste-Uefa presentate da Roma e Juventus in vista della prossima Champions e Europa League è grande. Per non parlare della norma della “Football Earnings Rule”, pilastro del FPF, che vieta ai club di accumulare un deficit superiore a 60 milioni complessivi in un triennio di cui sia Juve che Roma hanno fatto strame.