Napoli piazza esplosiva e Allegri sembra rimasto solo a difendere la squadra e se stesso
La Stampa fotografa una piazza già polveriera: veleni, etichette ("bollito", "aziendalista", "difensivista") e pollice verso quasi univoco da social, radio e tv, dopo tre mesi di acquisti mancati, infortuni e tre sconfitte. E con De Laurentiis assente dallo stadio, a metterci la faccia resta il solo allenatore.

As Napoli 06/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
L’immagine che resta è quella di un Allegri rimasto solo a difendere il Napoli — e a difendere se stesso. Lo scrive Michele Spiezia su La Stampa: tre anni di contratto e 5 milioni netti a stagione sembrano tanti, il segno di un progetto che guarda al futuro. Eppure sono bastati i primi tre mesi — acquisti mancati, infortuni in serie e un filotto di tre ko — a trasformare quel legame in un esile filo d’acciaio sul quale il tecnico adesso cammina, e traballa, sopra lo sprofondo.
Allegri rimasto solo a difendere il Napoli: la piazza è una polveriera
Come il funambolo francese Philippe Petit tra i palazzi di Parigi, Max è costretto a predicare “calma e fiducia: in due mesi sistemiamo tutto”, in un ambiente che lo aveva accolto tra malcelate diffidenze — per i suoi precedenti bianconeri — e che pare già diventato una polveriera. Il post-Conte, insomma, non è andato come alla Juve: qui l’ambiente è pronto a esplodere, a chiedere la testa dell’allenatore, a farne il capro espiatorio. Una polveriera di veleni, accuse ed etichette: Allegri “bollito”, Allegri “aziendalista”, Allegri il solito “difensivista”. È il clima che raccontavamo già parlando dell’etichetta dell’aziendalista appiccicata al tecnico.
Dallo spogliatoio filtra serenità, ma fuori è pollice verso
Se dallo spogliatoio filtrano compattezza e serenità, dai social al marciapiede, dalle radio alle tv, il sentire è quasi univoco e tende al pollice verso. Un piedistallo scomodo, per giunta condiviso con il presidente De Laurentiis, a sua volta contestato dalle due curve del Maradona. E c’è un dettaglio che rende quel “solo” ancora più letterale: nella serata di Champions con l’Arsenal il patron non era nemmeno allo stadio. Con il presidente lontano dal Maradona in questi giorni caldi, a metterci la faccia in prima linea — davanti a curve, microfoni e telecamere — resta di fatto il solo Allegri.
Da San Carlo a oggi: quanto è cambiato in tre mesi
Il contrasto con l’inizio è stridente. Tre mesi fa, alla presentazione al teatro San Carlo, presidente e allenatore si scambiavano sorrisi e battute, parlavano di amicizia e di cavalli. Oggi Allegri, con il suo status di allenatore più scudettato in attività, sembra rimasto solo a difendere se stesso e un Napoli che scende in campo (ore 18) senza gli infortunati McTominay e compagni. Un ribaltone di clima figlio anche di un mercato deludente — quel Napoli unico tra le big a non rinforzarsi — e di una fragilità di organico che, come avevamo sottolineato, viene prima della panchina.