L’aziendalista Allegri in pubblico non fa una piega, in privato pensa al mercato di gennaio
Il Corsera: fa in silenzio i conti con la realtà Napoli, lui l'arte del lamento non la conosce. Il bicchiere è sempre mezzo pieno. Ma la realtà è quella che è

Mg Milano 05/09/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
Max deve fare i conti con la realtà
Allegri non si lamenta. Non l’ha mai fatto, non comincerà adesso. Purtroppo la realtà è diversa da come se l’aspettava. Il club non ha fatto mercato, era nei patti ma ha addirittura venduto. La squadra è logora: in sette hanno più di trent’anni, in nove più di ventinove. Con buona pace di Seedorf che dice che “vecchio” è bello.
Il Corriere della Sera, con Monica Scozzafava, scrive che Allegri, il suo palmares, la sua esperienza, sono stati chiamati a rivalutare il patrimonio su cui il club ha investito la scorsa stagione (150 milioni in panchina).
Ma la realtà è tosta. Tre sconfitte in quattro partite. I primi infortuni. Anguissa si ferma ai box alla prima partita ad altissima intensità (quella contro l’Inter).
Max ora dice “sistemeremo tutto”. Non parla più di titoli.

Allegri sa che la squadra va aiutata
Scrive il Corsera:
“Nel suo caos calmo, Allegri è costretto a fronteggiare le correnti, con la consapevolezza che sono contrarie e indipendenti dal suo di lavoro. Mercato carente, infortuni (gli ultimi, Alisson e Meret rientrano dopo la sosta) e anche intemperanze (Lang punito per comportamento poco idoneo): il conte Max una squadra completa da allenare ma anche da gestire di fatto non l’ha mai avuta”.
Prosegue il Corriere della Sera:
“Nel suo repertorio il lamento non è contemplato, il bicchiere va visto sempre mezzo pieno. Eppure, quando sveste l’abito pubblico, il pensiero corre a gennaio, finestra suppletiva di mercato. Un difensore e un attaccante: pedine indispensabili per dare sostanza a una stagione che deve riprendere la giusta direzione (tre sconfitte nelle prime quattro non accadeva da 26 anni) e arrivare a marzo, mese che per Allegri è una dead line, e stabilire la linea degli obiettivi. Due mesi sono bastati all’aziendalista Max per essere dentro, capire e valutare. Sapere che la squadra va “aiutata””.