Scudetto, favoriti l’Inter e Marotta. Ma il Napoli è uno squadrone

Allegri eredita la squadra costruita da Conte con maniacale devozione. Il Milan ha voglia di stupire. A detta degli intenditori la sorpresa sarà il Como

Scudetto, favoriti l’Inter e Marotta. Ma il Napoli è uno squadrone

Giuseppe Marotta celebrates after winning the Scudetto during the Serie A match between Inter Milan and Hellas Verona at San Siro Stadium in Milan, Italy, on May 17, 2026. (Photo by Andrea Diodato/NurPhoto) (Photo by Andrea Diodato / NurPhoto / NurPhoto via AFP)

FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
PRESENTAZIONE DEL CAMPIONATO 2026-27

Torbido, farlocco, mediocre.
Il campionato di Serie A riparte.
Con le stesse regole di sempre e gli stessi padroni.
In federazione – perché tutto resti così com’è – eleggono uno di loro.
Quel Giovanni Malagò che certo non ha mai profumato di violetta.
La sua perla più recente: la gestione Olimpiadi Cortina e il colossale indebitamento a danno degli italiani.

Questo manager geniale ha fatto in tempo ad inanellare gaffe su gaffe durante la comica per la nomina del ct della Nazionale più scarsa d’Europa, e subito dopo viene indagato dalla procura federale del Coni.
Sarà tutto insabbiato, ovviamente.

Come quella tale indagine detta “Arbitropoli” che vedeva coinvolto il solito Marotta e la sua Inter.
Tutto dimenticato.

Si riparte con Orsato

Si riparte.
Trascinando marciume e mediocrità.
Con Orsato, quello che non vide il fallo di Pjanic, nuovo designatore arbitri.
E con il sospetto che la meglio gioventù preferisca nuotare, correre, saltare piuttosto che tirare calci a un pallone.

Orsato

Si riparte.

Il calcio è ancora e sempre il gioco più bello del mondo per chi ha giocato, e anche per chi vede giocare.

I favoriti? Sempre loro. Marotta e Inter.
Non perché sono i più forti. Ma perché nulla è cambiato.

Poco cambiata anche la rosa interista.
Che si affida a El Toro se El Toro resta. Leader indiscusso e forse miglior calciatore del torneo.
Intorno a lui i veterani dello scudetto. Il Turco, l’Armeno, Barella, Dimarco e quell’onest’uomo di Bastoni.
In attesa di toccar con mano la continuità di Josep Martínez promosso titolare fra i pali e le novità Spence, Stone e Stankovic figlio, ecco Jones che si aggiunge a una rosa di grande equilibrio fra titolari e riserve.

Napoli secondo favorito alla lotta scudetto

Primo rivale della favorita, il Napoli, che festeggia il Centenario.
Quindi questo non può essere un campionato qualunque.
L’inquieto Feroce Salentino cambia aria come è sua consuetudine trascorso un paio d’anni.
Lasciando in bacheca uno scudetto e una supercoppa, e nelle teste dei calciatori l’ossessione di esercizi che estenuano la mente e logorano i muscoli.
Lascia anche tanti esuberi da smaltire con conseguente limitazione nel mercato.

Al suo posto l’Impomatato sceglie il nome più noto in circolazione.
Quell’Acciughina che viene dalla fallimentare gestione Milan e che non è proprio graditissimo dalla tifoseria.

Sarà amato se vince.
Fu così anche per Fra Cipolla e per Conte.

Gli viene consegnato lo squadrone che proprio l’esigentissimo Feroce Salentino aveva costruito, pare, tassello dopo tassello con maniacale devozione.
Destino volle che di quel giocattolo egli non riuscisse mai a valutare le effettive qualità.
Una sadica maledizione decimò la rosa che non fu mai al completo.
Uno squadrone, eccolo a te, Acciughina. Vediamo che sai fare.
Qualche ritocco.
Strascichi di maledizione si accaniscono su Buongiorno e Marianucci.
E poi l’addio di Romelu che sceglie Istanbul.
E quello di Gutierrez che un po’ dispiace.

Benvenuto a Favasuli che ha già debuttato in Nazionale.
E all’imponente Benoit Badiashile il cui arrivo fa tirare un sospiro di sollievo a chi temeva di dover tifare per Gatti.

Nelle avvampate uscite agostane, Allegri sorprende.
Via sta difesa a tre che si fa solo in Italia ormai.
Quattro difensori, due mediani, e tre a ridosso della punta.
Calcio verticale per valorizzare al meglio le doti da incursore del monumentale Scott.
Ma senza penalizzare il reparto centrale che sulla carta è fra i top in Europa.
Ditemi chi ce li ha tutti insieme Zambo, Charlie Brown, Scott, e il Re.
Resta il problema di sempre. Far esplodere tutta questa bellezza in armonia. Evitando che questi talenti si pestino i piedi.

Uno squadrone. Mi aspetto belle sorprese.

Quattro squadre rincorrono Napoli e Inter

Sono in quattro a rincorrere le prime due.

La Vecchia.
Un mercato che allegramente infrange tutte le regole concordate con Uefa in base al Settlement Agreement.

Ma che la Vecchia se ne sbatta delle regole non è una novità e non è una novità che spesso la faccia franca.

Un mercato rivoluzionario. In netta rottura col passato.
Difesa rinnovata con arrivi di Guglielmo Vicario, Lloyd Kelly e Jhon Lucumí.
In attacco via Vlahovic e fiducia cieca in Randal Kolo Muani.
Per non parlare della ciliegina sulla torta, quel Kerim Alajbegovic 18enne astro nascente molto atteso.
Insomma squadra interessante, con qualche perplessità sul centrocampo.

I Sangue Oro a una struttura già solida forte individualità importanti come Svilar, Wesley, Konè e il magnifico Malen, inseriscono Molina sulla fascia destra e per l’attacco hanno ben due novità. Castro e quel Rodrigo Mora ventenne fantasista proveniente dal Porto.
A quella insopportabile zitella acida a nome Gasp manca forse un centrocampista.
Ma questa è una squadra che c’è.

I Diavoli dopo il fallimentare finale della scorsa stagione hanno voglia di stupire.

Gerry Cardinale, noto come un immondo spilorcio opportunista, per aver fatto cassa vendendo Tonali e Rejnders, sembra fuori controllo.
Panchina a Ruben Amorin ex United e irruzione sul mercato da scialapopolo.

Gonçalo Ramos, Mario Gila e Diego Moreira, nomi di assoluto valore internazionale. E pare non sia finita qui.
Il progetto rossonero sembra concreto come non lo è mai stato negli ultimi anni.
Ma è tutto ancora in costruzione.

La sorpresa – a detta di autorevoli analisti – verrà dal Lario.
Con la società più ricca della Serie A.
Il Como di Cesc è ormai un laboratorio di innovazione destinato a lasciare il segno. metodo.

Giovani, tecnologia, identità di gioco e cultura internazionale.
Una filosofia che guarda più a Barcellona, Brighton o Bayer Leverkusen che alla tradizione italiana.
La proprietà Djarum, non si ferma più.
Dopo il traguardo Champions, avanti. Sempre più avanti.

Rosa extralarge da trentasette elementi.
Oltre l’ottantuno per cento di calciatori stranieri e un’età media contenuta in 25,8 anni.
Una collezione straordinaria di talenti individuali.
La gemma più preziosa Nico Paz.
La difesa letteralmente rivoluzionata con la novità Trevoh Chalobah dal Chelsea.
Sulle corsie basse, la spinta del brasiliano Yan Couto e di Kaiki dal Cruzeiro.
Una macchina da corsa capace di lottare stabilmente per le posizioni di vertice.

Gattuso Klinsmann

Dovrei dire ancora della nuova Dea del Sor Polpetta e di Giuntoli.
E della Fiorentina di Paratici anch’essa molto attiva sul mercato.

Dovrei dire degli Aquilotti che si affidano al Gattaccio specialista in flop.
Appena arrivato si fa sbattere fuori in Coppa Italia dal Mantova.

Ma sono lungo.
Chiudo con una osservazione.
Se lo scorso anno la tendenza era la rincorsa alle vecchie glorie, quest’anno il mercato si è orientato verso una radiosa abbondanza di giovani talenti.

Kerim Alajbegovic, Rodrigo Mora, Franco Mastantuono, Diego Moreira e Alexandar Stankovic.
Sarà molto interessante seguire questi ragazzi.
E osservare chi fra di loro sarà incoronato Re.