Sky, Maldini e Leonardo in Spagna per offrire il posto di ct dell’Italia a Guardiola

Dopo le parole di Malagò a Sky Sport, la notizia del week end di Maldini e Leonardo a Barcellona per un tentativo concreto con Pep per la guida della Nazionale. Sarebbe tutt'altra musica rispetto a Pirlo

Sky, Maldini e Leonardo in Spagna per offrire il posto di ct dell’Italia a Guardiola

Orlando 01/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Manchester City-Al Hilal / foto Imago/Image Sport nella foto: Josep Guardiola ONLY ITALY

Quando Giovanni Malagò, stamattina a Sky Sport 24, ha detto che per la panchina della Nazionale “oltre a Mancini e Pirlo possono esserci altri nomi possibili”, non stava parlando a vuoto. A dare corpo a quell’apertura è un retroscena rilanciato dalla stessa Sky SportPaolo Maldini e Leonardo sono volati a Barcellona per incontrare Pep Guardiola. Lo hanno incontrato nel week-end.

Il retroscena: un weekend con Pep

Secondo quanto riferito da Sky Sport, l’incontro non sarebbe stato un semplice contatto di cortesia: si sarebbe protratto per l’intero fine settimana. In quelle ore, Maldini e Leonardo hanno proposto a Guardiola il ruolo di commissario tecnico dell’Italia, raccontandogli il progetto e la loro idea di Nazionale. Un corteggiamento in piena regola, con i due nuovi dirigenti azzurri a mettere la faccia — e il fascino personale — sul tavolo. Sarebbe – ovviamente – tutt’altra cosa rispetto ad Andrea Pirlo.

Maldini e Leonardo

La “pazza idea” prende forma

Non è un fulmine a ciel sereno. Che Guardiola fosse la “pazza idea” coltivata proprio da Maldini e Leonardo lo avevamo raccontato, così come la conferma, via Di Marzio, che una chiamata al tecnico catalano c’era stata davvero. La trasferta a Barcellona sarebbe il passo successivo, più concreto: dalla telefonata all’incontro vis-à-vis. A favorire il dialogo, un rapporto personale antico, che risale al 2009, quando Guardiola dedicò a Maldini la sua prima Champions da allenatore del Barça.

L’ostacolo resta lo stesso: Pep vuole staccare

Attenzione, però, a dare l’affare per fatto. Perché il nodo non è mai stato economico, ma personale: lo stesso Guardiola, dopo l’addio al Manchester City, si è di fatto chiamato fuori, spiegando di volersi prendere una pausa: “Amo il calcio, ma è il momento di scoprire la vita”. Un tecnico che si dedica al mestiere H24 difficilmente accetterebbe un impegno del genere proprio ora. L’incontro-fiume di Barcellona serviva anche a questo: provare a smontare quel “no”, o quantomeno a trasformarlo in un “non subito”.

Le parole di Malagò: prima il metodo, poi il nome

Il presidente della Figc, nel frattempo, tiene il punto sulla filosofia. Su chi guiderà gli azzurri, insieme al neo-dt Maldini e a Leonardo advisor, Malagò predica pazienza: “Sul nuovo ct non c’è nessuno scontro, stiamo parlando per entrare nel dettaglio: ancora qualche giorno e saprete tutto”. E ha rivendicato la priorità: “A prescindere dalla persona, bisogna sistemare prima l’organizzazione e la metodologia. Se non cambia cultura e mentalità, come cambieranno le cose?”. Citando, non a caso, proprio i due ct della finale mondiale: “Scaloni ha fatto qualcosa di incredibile, De la Fuente ha ereditato la Spagna dai mostri sacri”. Il messaggio è chiaro: il nome del ct conta, ma è solo un pezzo di un progetto più grande. Anche se, a giudicare dal blitz di Barcellona, quel nome resta un sogno con la faccia di Pep Guardiola.