“Tolsi la marcatura a Messi e fece 4 gol in 15 minuti”: il ricordo di De la Fuente alla vigilia della finale
Alla vigilia della sfida per il titolo con l'Argentina, il ct della Spagna si presenta con un aneddoto degli anni delle giovanili che è già una dichiarazione di rispetto.

Enschede (Olanda) 15/06/2023 - Nations League / Spagna-Italia / foto Image Sport nella foto: Luis De La Fuente
C’è un modo per raccontare quanto rispetto incuta un avversario, ed è ricordare la prima volta che te ne sei accorto. Il ct della Spagna Luis de la Fuente, alla vigilia della finale mondiale contro l’Argentina, ha scelto proprio questa strada, rispolverando un episodio di oltre vent’anni fa che ha per protagonista un giovanissimo Lionel Messi. Le sue parole arrivano dalla conferenza stampa della vigilia, riportata dall’agenzia Ansa, a poche ore da una finale già ricca di trame — a partire da quel filo che lega Messi e Yamal fin dalla culla.
L’aneddoto: il Messi ragazzino e i 4 gol in un quarto d’ora
Il racconto è gustoso e istruttivo. Ai tempi in cui allenava le giovanili del Siviglia, De la Fuente si ritrovò di fronte un talento di cui gli avevano detto un gran bene:
“Mi dissero di stare attento a questo Messi. Misi un ragazzo in marcatura su di lui, ma sullo 0-0, al 70′, fu ammonito: lo cambiai e cambiai strategia. E lui ci fece 4 gol in 15 minuti. Questo non significa che lo marcheremo a uomo, ma dovremo prestare un’attenzione speciale nei suoi confronti”.

La lezione, insomma, è antica: a Messi non si toglie la sorveglianza nemmeno per un attimo. Ma la conclusione è moderna e prudente: niente marcatura a uomo, piuttosto attenzioni diffuse. “Ancora oggi è un esempio per i giovani sportivi, per il suo atteggiamento e il suo comportamento, in questo Mondiale spettacolare che sta disputando alla sua età”, ha aggiunto il commissario tecnico.
Yamal sta bene: «Lamine deve essere Lamine»
Se l’Argentina ha il suo faro in Messi, la Spagna risponde con Lamine Yamal, che secondo De la Fuente “sta bene” ed è “in perfetta forma fisica” — notizia non scontata, viste le passate preoccupazioni sulla sua gestione fisica. Il ct ha però respinto il peso dei paragoni: Messi è irripetibile, e la cosa migliore è aiutare Lamine a continuare a essere se stesso, perché il suo potenziale è enorme. Un concetto che somiglia molto a quello per cui una cosa è nascere Yamal e un’altra sapere come vivere da Yamal.
Del Bosque e Scaloni: il saggio e l’amico
Nel raccontarsi alla vigilia, De la Fuente ha svelato anche di aver chiesto consiglio a Vicente del Bosque, l’unico ct spagnolo campione del mondo: “Un saggio del calcio, ha vissuto questa situazione: nessuno è più adatto a darti consigli”. E ha speso parole affettuose per il collega di fronte, Lionel Scaloni, che conosce da anni — la loro amicizia risale al 2017, quando l’attuale ct argentino frequentava il corso per il patentino da allenatore con De la Fuente tra gli istruttori: “Un amico. Condividiamo concetti, valori e principi che animano entrambe le squadre”. Non a caso il commissario tecnico spagnolo vede due squadre “fantastiche e molto simili tra loro”, a conferma di quanto la Seleccion di Scaloni sappia essere camaleontica.
Il privilegio della finale
Chiude, De la Fuente, con la filosofia che lo accompagna: “È un privilegio essere in finale, per me l’importante è essere in grado di vincere. Accetterei volentieri di arrivare ogni anno in finale e perderla”. Una battuta che dice molto del personaggio, diventato in Spagna una figura quasi pop. Ora, però, tra lui e la gloria c’è di nuovo un Messi da tenere d’occhio. Stavolta, spera, senza dover togliere e rimettere marcature.