Per Marca, Pirlo ct dell’Italia è la scelta giusta: “Come Spagna e Argentina con De La Fuente e Scaloni”

Marca: "Conte o Mancini difficilmente avrebbero modificato il proprio stile per adattarsi a ciò che Maldini e Leonardo cercano"

Per Marca, Pirlo ct dell’Italia è la scelta giusta: “Come Spagna e Argentina con De La Fuente e Scaloni”

Mg Genova 11/08/2024 - Coppa Italia / Sampdoria-Como / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Andrea Pirlo

Andrea Pirlo sta per diventare il nuovo ct della Nazionale italiana, mancano solo gli ultimi dettagli per firmare un contratto che sarà o fino al 2028 con opzione per il Mondiale 2030, o direttamente fino al 2030. Pirlo ha accettato la proposta verbale di Maldini e Leonardo, scrive Fabrizio Romano su X, e firmerà nei prossimi giorni, poiché il tecnico dovrà trovare una soluzione con il club di Qatar United Fc, di cui è attualmente allenatore con un contratto fino al 2027.

La scelta di virare totalmente su Pirlo arriva dopo il no di Pep Guardiola, che ha deciso di prendersi un periodo sabbatico dopo i dieci anni sulla panchina del Manchester City. E nel giorno in cui è stato presentato Jurgen Klopp come nuovo ct della Germania, l’Italia risponde con un allenatore che certamente non ha la stessa esperienza del tedesco o dello spagnolo ex City, ma che avrà un arduo compito: far rinascere la Nazionale ed evitare un quarto Mondiale consecutivo saltato.

Pirlo

Pirlo ct dell’Italia sul modello di Spagna e Argentina

In merito alla scelta di Maldini e Leonardo, in Spagna sono fiduciosi. Marca cita le esperienze di Pirlo non proprio fortunate, dall’interruzione della striscia di nove scudetti consecutivi della Juventus, al Fatih Karagümrük in Turchia, la Sampdoria in Serie B e lo United Fc negli Emirati Arabi Uniti, con il quale ha però ottenuto la promozione in massima serie:

L’Italia, a quanto pare, vuole seguire un percorso simile a quello intrapreso da Spagna e Argentina con Luis de la Fuente e Lionel Scaloni. Vale a dire puntare su un allenatore che condivida la filosofia e il modo di pensare dei dirigenti federali, per costruire un’identità di gioco attorno alla Nazionale. Non affidarsi a tecnici già affermati come Antonio Conte o Roberto Mancini, nomi che sono stati presi in considerazione ma che difficilmente modificherebbero il proprio stile per adattarsi a ciò che Maldini e Leonardo cercano.

Beati loro che sono così ottimisti.