De Bruyne e Lukaku, perché il Napoli deve riflettere prima di consegnarli ad Allegri
Il ragionamento, secondo la Gazzetta, parte dai Mondiali americani, dove nessuno dei due ha convinto a pieno. E porta a una domanda scomoda sul mercato azzurro: davanti a ingaggi così pesanti, ha ancora senso puntare su due campioni lontani dagli antichi splendori?

Belgium's forward #10 Romelu Lukaku celebrates with Belgium's midfielder #07 Kevin De Bruyne (L) after scoring Belgium's fourth goal during the FIFA World Cup 2026 Group J European qualification football match between Belgium and Wales at the King Baudouin Stadium in Brussels, on June 9, 2025. (Photo by NICOLAS TUCAT / AFP)
Sappiamo bene cosa sono stati Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. La domanda, per il Napoli, è però un’altra: cosa sono adesso? È il ragionamento che sviluppa Stefano Agresti sulla Gazzetta dello Sport, invitando il club a valutare i due big per ciò che rappresentano oggi, non per la loro storia, prima di decidere se affidarli ad Allegri o cercare una strategia perché le strade si separino.
Cosa hanno detto i Mondiali
Il punto di partenza è ciò che si è visto in America. De Bruyne, per quanto se ne possa ammirare la classe, è parso senza ritmo né forza: non a caso il Belgio ha giocato forse la sua partita migliore quando Garcia lo ha lasciato fuori, e chissà se è stato davvero un caso. Lukaku, dal canto suo, è stato sì incisivo, ma subentrando nei finali di gara.

Entrambi hanno dato la sensazione di poter dare ancora qualcosa, ma senza continuità e senza avvicinare gli antichi splendori. Del resto non è un tema nuovo in casa azzurra: l’infortunio del belga ha già riaperto i giochi sul suo futuro, tanto che la sua permanenza dipende anche dalla sua volontà, mentre su Lukaku restano vive le piste turche di Fenerbahçe e Galatasaray
Il nodo ingaggi e la riflessione di De Laurentiis
È qui che entra in gioco l’aspetto economico. Considerati i costi dei loro contratti, secondo Agresti è giusto che De Laurentiis apra una riflessione seria sulla conferma di entrambi. È lo stesso bivio che tiene Allegri sospeso tra la tentazione di far funzionare i Fab Four e l’esigenza del club di costruire le plusvalenze di domani: due logiche che non sempre coincidono, e che sul mercato rischiano di scontrarsi.

Allegri, l’aziendalista che capirà
La chiusura è dedicata al tecnico. Allegri sa gestire le stelle, ma — sottolinea Agresti — è uomo di mondo e di azienda: se il presidente gli spiegherà che non conviene trattenerli a Napoli, capirà. Una lettura che si sposa con quanto ha detto lui stesso alla presentazione: “Aziendalista per me è un complimento, non un’offesa: l’allenatore deve gestire il patrimonio del club”. Tradotto: sulle conferme di De Bruyne e Lukaku, a decidere sarà più il bilancio che la nostalgia.