Il Marocco non ci sta: “C’era sicuramente un fallo di mano” sul gol di Mbappé

Il ct nordafricano se la prende con l'azione che ha sbloccato la partita, ma i replay e gli analisti danno torto alla panchina marocchina. E c'è pure un precedente che sa di déjà-vu.

Il Marocco non ci sta: “C’era sicuramente un fallo di mano” sul gol di Mbappé

Morocco's head coach Mohamed Ouahbi gestures during the 2026 World Cup football tournament quarter-final match between France and Morocco at Boston Stadium in Foxborough on July 9, 2026. (Photo by CHARLY TRIBALLEAU / AFP)

Il presunto fallo di mano nel gol che ha steso il Marocco è la coda polemica di un quarto di finale che la Francia ha comunque dominato. A sollevarla è il commissario tecnico marocchino Mohamed Ouahbi, che al termine della sfida ha contestato la regolarità della rete che ha aperto le marcature, quella firmata da Kylian Mbappé.

Secondo il tecnico, nell’azione ci sarebbe stato un tocco di braccio di Adrien Rabiot che avrebbe dovuto fermare tutto. Ai microfoni di beIN Sports non ha usato giri di parole:

“Nell’azione del gol c’è stato un contrasto e alcuni dei nostri giocatori si sono fermati perché hanno visto un fallo di mano. C’era sicuramente un fallo di mano, non so perché non hanno annullato il gol di Mbappé.”

Poco dopo, davanti alla stampa, ha ribadito il concetto ammettendo però di non avere certezze sul regolamento: “Alcuni giocatori si sono fermati perché c’era un fallo di mano. E c’era sicuramente un fallo di mano! Non so se dovesse essere fischiato o meno; non ne ho idea… alla fine è stata una giocata individuale di Mbappé a portare al gol”.

 

 

 

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Perché quel fallo di mano non ha invalidato il gol

Il punto è proprio qui, e la moviola sembra dare ragione all’arbitro. L’eventuale tocco di Rabiot è stato un episodio isolato, senza un legame diretto con la conclusione, e nel mezzo il possesso del pallone è cambiato: per il regolamento, dunque, non c’erano gli estremi per cancellare la rete, correttamente convalidata. Della stessa idea si è detto anche l’analista arbitrale statunitense Juan Guzmán. Insomma, la delusione della panchina marocchina è comprensibile, ma la decisione appare tecnicamente corretta.

Colpisce, semmai, il sapore di ripetizione. Già nel Mondiale del 2022, sempre contro la Francia e sempre in una fase decisiva, il Marocco aveva protestato per la direzione di gara. Un copione che, quattro anni dopo, sembra essersi riproposto quasi identico.

Ouahbi guarda avanti: “Il futuro sarà bello”

Al netto del gol contestato, il ct ha comunque riconosciuto la superiorità degli avversari, ricordando le difficoltà del primo tempo: “Abbiamo affrontato una squadra di altissimo livello. Nel primo tempo abbiamo sofferto molto e Bounou è stato decisivo parando un rigore. Dopo l’intervallo siamo cresciuti, ci siamo difesi meglio e abbiamo gestito il pallone con più qualità”.

Poi lo sguardo lungo, in linea con un progetto tecnico che negli ultimi anni ha trasformato il Marocco in una piccola potenza e che raccoglie i frutti degli investimenti nei vivai: “Fa male uscire così, volevamo arrivare più lontano. Ma dobbiamo continuare a lavorare e a credere nel nostro progetto. Serve allargare la profondità della rosa, per essere pronti anche quando mancano giocatori. Siamo amareggiati, ma il percorso di crescita non cambia. Il futuro sarà bello!”.