L’estate nera dell’Inter di Marotta, solo porte in faccia: da Palestra a Nico Paz, fino al caso Khalaili
Il mercato dei campioni d'Italia è stato solo sberle. Propagandato come una gioiosa macchina da guerra, si è arenato proprio come quella

Giuseppe Marotta is seen during the Serie A match between FC Internazionale and Hellas Verona at Giuseppe Meazza in Milan, Italy, on May 17, 2026. (Photo by Mairo Cinquetti/NurPhoto) (Photo by Mairo Cinquetti / NurPhoto via AFP)
Una sberla dopo l’altra incassata dall’Inter
Fin qui, non è stata affatto una bella estate per l’Inter campione d’Italia. Strombazzato sui quotidiani, in particolare dalla milanese Gazzetta (per ovvie ragioni commerciali), il mercato nerazzurro ha incassato una sberla dopo l’altra e per le ragioni più svariate. Sembrava una cavalcata trionfale l’estate nerazzurra. Cominciata col botto Palestra per far dimenticare che Dumfries è finito al Real Madrid. Acquisto sbandierato probabilmente troppo in anticipo. La famosa pelle dell’orso vendita ancor prima di aver ucciso il plantigrado. È finita come sappiamo. Il Chelsea è intervenuto nella trattativa, ha offerto sensibilmente di più sia al calciatore sia all’Atalanta e l’esterno di difesa rivelazione dello scorso campionato ha preso il passaporto e si è imbarcato direzione Londra. La Gazzetta a quel punto ha subito cambiato registro e ha ricordato che Palestra non è Roberto Carlos.

Oggi Marotta ha dimostrato che il no di Palestra ancora gli brucia, così come il comportamento del suo agente Alessandro Lucci. Queste le parole del presidente dell’Inter:
“Palestra, legittimamente, è venuto meno a un impegno verbale preso nel mese precedente. Il ruolo del suo agente poteva essere di maggiore assistenza rispetto alle indicazioni date. Ha scelto questa strada e ci siamo dovuti arrendere. Va in un campionato che non è competitivo con il nostro”.
Magari fosse solo Palestra, non dimentichiamo l’esaltazione per Nico Paz
Magari fosse solo Palestra. Perché subito dopo lo smacco subito dal calciatore dell’Atalanta, le principali voci giornalistiche di calciomercato davano i nerazzurri per netti favoriti nella corsa a Nico Paz. Ci Simo divertiti a leggere come avrebbe giocato l’Inter con Nico Paz. Che, se non ricordiamo male, sarebbe stato impiegato in posizione più arretrata rispetto a Como. Peccato che poi sia andata diversamente. E cioè il Como ha cacciato la grana e ha riportato il trequartista argentino in riva al Lago. Da Como a Madrid e da Madrid a Como.
E siamo a due. Ma non è finita qua. Perché l’Inter era accreditata anche dell’acquisto del difensore centrale dell’Udinese Solet. Articolasse, servizi, su come Chivu lo avrebbe impiegato. Su quanto si sarebbe rinforzata la difesa campione d’Italia. Peccato però che anche Sole sia sparito dai radar.
E poi veniamo ai giorni nostri. Al grande colpo Khalaili soffiato al Napoli. E finita com’è finita. Il calciatore israeliano non ha nemmeno superato le visite mediche, in Italia non può giocare. E Dumfries deve ancora essere sostituito.
Il risultato è che al momento l’Inter ha preso Provedel come portiere da alternare con Martinez. Per il resto, è tutto fermo. I fuochi d’artificio propagandati hanno fatto fetecchia, come si dice a Napoli. Come ripetuto oggi da Chivu, l’Inter può contare su una grande rosa. Che è quella dell’anno scorso. Per il resto, Marotta e soci hanno collezionato solo porte in faccia.